Dalla ricerca

Tutto è
comunicazione

di Gian Stefano Mandrino

La comunicazione non è un reparto, non è una tecnica, non è un insieme di strumenti da usare quando serve: è un fenomeno naturale, un processo fisico che attraversa ogni organismo e ogni organizzazione.

Nelle scienze contemporanee l’informazione è considerata una grandezza fisica, un’entità che modifica lo stato di un sistema quando lo raggiunge. La teoria dell’informazione ha mostrato che ogni messaggio è un flusso misurabile; la cibernetica ha evidenziato che ogni sistema vivente risponde a questi flussi attraverso retroazioni; la teoria dei sistemi ha chiarito che ogni organismo è un nodo in una rete di scambi energetici e informativi.

In questo quadro, la distinzione tra energia, informazione e comunicazione diventa operativa: l’energia è ciò che si propaga, l’informazione è ciò che modifica lo stato di un sistema, la comunicazione è il movimento, che permette a questa modifica di accadere. È un’idea coerente con la fisica dell’informazione, secondo cui ogni scambio informativo implica un trasferimento energetico.

Il modello di INFOGESTIONE si inserisce in questa tradizione e considera l’informazione come una forma geometrica energetica in potenza, che diventa comunicazione quando si muove ed informazione quando impatta. Non è un modo metaforico di descrivere il mondo, ma un tentativo di tradurre in linguaggio operativo ciò che in biologia comportamentale è noto come dinamica stimolo–risposta, arricchita però dal ruolo dell’interpretazione, dell’apprendimento e dell’associazione.

La formula fC = fI / fE × fA sintetizza questo processo: la configurazione, cioè il comportamento, è il risultato dell’equilibrio tra impressione, espressione ed associazione. L’impressione è il flusso dall’esterno verso l’interno, l’espressione è il flusso dall’interno verso l’esterno, l’associazione è l’insieme delle memorie, delle esperienze, degli apprendimenti e degli schemi culturali, che modulano la risposta. È un modello compatibile con le scienze cognitive contemporanee, che descrivono la mente come un sistema predittivo che integra segnali esterni, stati interni e memoria.

Anche un cane che osserva il fuoco si comporta secondo questa logica. La mia Leda, quando vedeva una fiamma, riceveva una serie di impressioni: colore, forma, odore, suono, intensità, distanza, pericolo. Questi dati si combinavano con ciò che aveva appreso dai genitori o dall’esperienza. E ogni volta, prima di decidere cosa fare, si voltava verso di me, come per chiedere una conferma, come per dire che il flusso era arrivato, ma non possedeva ancora abbastanza associazioni, per gestire l’impatto. È un comportamento coerente con i modelli di apprendimento sociale osservati nei mammiferi: l’informazione non è mai solo ciò che arriva, ma ciò che un sistema è in grado di interpretare.

Da questa visione deriva una conseguenza importante: se tutto è comunicazione, allora ogni gesto organizzativo è un atto comunicativo. Non solo lo slogan di una campagna pubblicitaria, ma anche un ordine di servizio, una mail interna, una procedura, una riunione. Un ordine di servizio deve essere progettato con la stessa cura scientifica con cui si progetta uno slogan, perché entrambi sono flussi informativi che generano configurazioni. Lavorare significa gestire informazioni; dirigere significa gestire sistemi comunicativi.

Con la comunicazione non si può barare: si può fingere per qualche mese, ma se ciò che si comunica fuori non corrisponde a ciò che si è dentro, il sistema prima o poi si rompe. Il mercato lo percepisce, il pubblico lo intuisce, i collaboratori lo vivono. Le organizzazioni che funzionano davvero sono quelle, in cui esiste coerenza tra comunicazione esterna, comunicazione interna, cultura organizzativa e comportamenti quotidiani. Il management, oggi, è soprattutto capacità comunicativa: interpretare segnali, dare senso alle informazioni, formare persone, creare linguaggi condivisi, generare fiducia. Le persone sono la vera risorsa strategica, e le persone “funzionano” quando la comunicazione funziona.

Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s



Comunicazioni Culturali nasce per portare nella pratica quotidiana delle imprese, dei musei, delle università e degli enti pubblici un approccio scientifico alla comunicazione. Non inventa metodi: li deriva da un modello che studia come l’informazione si muove, impatta e si trasforma. I Focus non sono articoli promozionali, ma pillole di teoria interna formulata in tanti anni: servono a condividere un modo di vedere il mondo ed a preparare chi lavora con noi ad un approccio più profondo, più coerente, più responsabile. È un modo di lavorare che unisce ricerca, osservazione, rigore e cura, e che considera la comunicazione non come un accessorio, ma come la struttura portante di ogni sistema vivente e sociale.

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Titolo: Tutto è comunicazione
Sezione: Dalla ricerca
Autore:  Gian Stefano Mandrino
Ospite:

Codice: ICOMCOM260125160MAN
Ultimo aggiornamento: 26/01/2026
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 26/01/2026

Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
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