Dalla ricerca

Il caso Radiolibro e

l’emittente sperimentale

di Gian Stefano Mandrino

Abbiamo rilevato (e anche l’opinione pubblica se ne sta accorgendo, anche se non ne ha preso piena consapevolezza) che siamo immersi un una dimensione ad alta densità di flussi comunicativi, che come nel caso dei “reel”, della permanenza sui social e, in generale, in rete. La congestione del Campo Cognitivo, addirittura, viene utilizzata per suscitare comportamenti fisiologici cognitivamente deviati, i cui effetti potrebbero manifestarsi in modo massiccio tra qualche anno, procurando grandi masse di individui con un sempre più limitato senso critico.

Al contrario, invece di utilizzare una aridità di flusso di comunicazione, per alimentare violentemente una distopia cognitiva di massa, in Infogestione cerchiamo di comprendere come migliorare la comunicazione (a vantaggio di individui, collettività e specie), verificando la possibilità di evitare ciò che stiamo già compiendo nei confronti delle specie vegetali e animali, ovvero minandone la biodiversità.

Siamo convinti, da nostre prime rilevazioni, che esista una diversità comunicativo-relazionale, che, rifacendosi alle alla Teoria della Configurazione, è determinata dalla Funzione di Associazione (fA), che esalta il risultato del Campo Cognitivo (fI/fE). Ecco una banalissima osservazione. Su Radiolibro stiamo presentando un programma dedicato alla ricerca demoscopica. La prima indagine presentata, su cui stiamo lavorando, verte sui motivi per cui “non si legga”, o meglio, per cui il sistema di gestione della collettività (istituzioni, governi ecc.), abbia decretato che nel nostro Paese non si legga abbastanza. Il più diffuso motivo addotto, che sta rilevando questa indagine da poco varata, è la mancanza di tempo. Ecco soddisfatta la relazione sopra citata. La congestione non permette l’attività di risposta nella scelta di un comportamento. I motivi sono due: la congestione del campo cognitivo, data da un eccesso di comunicazione, e la funzione di associazione che non riesce a superare la congestione e neppure, sovente, a decretare aspetti prioritari di scelta, perché troppo debole o non abbastanza sostenuta, per esempio, da fattori fisiologici. Perché per certe cose si trova tempo e per leggere non si trova? Non notate delle incoerenze nella potenzialità dei comportamenti, tali da essere considerati e studiati. Se si approfondisce, per esempio, la strategia di alcuni di comunicazione, per contenuti di offerta e per modalità di esecuzione, si possono rilevare maggiori capacità di segmentazione dell’offerta (il primo passo verso una personalizzazione della comunicazione), unitamente alla maggiore capacità di veicolarla e di associarla a vari aspetti fisiologici preesistenti nella nostra programmazione di individui: si pensi al fumo, al gioco, alla pornografia, al calcio. Sarà banale, sarà che il nostro livello evolutivo è quello che è, ma rende l’idea.

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