Quaderni di comunicazione
Coltivare l’animo
con Gianluca Mori
Nel percorso dei Quaderni di Comunicazione, ogni incontro con una realtà editoriale rivela un diverso modo di intendere il libro, la cultura ed il ruolo stesso dell’editore. Con Carocci Editore, questa esplorazione assume una forma particolarmente nitida: qui l’editoria non è mai ridotta a semplice produzione di titoli, ma è un lavoro di cura, di responsabilità e di attenzione verso il mondo degli studi e verso il lettore motivato.
Fondata nel 1980 da Giovanni Carocci, la casa editrice ha costruito nel tempo un catalogo che attraversa filosofia, storia, psicologia, linguistica, scienze e medicina, mantenendo nel tempo la sua coerenza: offrire strumenti di conoscenza solidi, affidabili, capaci di accompagnare la formazione universitaria e, allo stesso tempo, di parlare ad un pubblico più ampio senza cedere alla semplificazione. È una visione che emerge con forza anche nelle parole di Gianluca Mori, direttore editoriale, che ricorda come il libro sia prima di tutto un artefatto culturale, un oggetto stabile, un dispositivo cognitivo, che richiede tempo, attenzione ed un rapporto non strumentale con la conoscenza.
In un contesto dominato dall’invasività digitale, dalla pressione dell’intrattenimento e dalla crescente marginalità della saggistica nelle librerie, Carocci continua a difendere un’idea esigente di cultura: non un bene da consumare rapidamente, ma un percorso di coltivazione dell’animo, di crescita interiore, di esercizio critico. È una posizione che non ignora il mercato, ma che rifiuta di esserne determinata, che osserva le tendenze senza inseguirle, che cerca un equilibrio tra rigore ed accessibilità, tra specializzazione e divulgazione.
Questa conversazione con Gianluca Mori non è solo un ritratto di una casa editrice, ma un invito a riflettere sul ruolo del libro nella società contemporanea, sulla fragilità della lettura e sulla necessità di preservare spazi di approfondimento autentico. È un tassello importante della nostra mappa: un esempio di come l’editoria possa ancora essere un atto culturale, un gesto di responsabilità, una forma di resistenza intellettuale.
Fondata nel 1980 da Giovanni Carocci, la casa editrice si è affermata nel panorama italiano come una delle realtà universitarie più autorevoli, riconosciuta per il rigore delle scelte editoriali, l’affidabilità scientifica e la cura redazionale, che caratterizzano ogni pubblicazione.
Nel corso di oltre quarant’anni di attività, accanto alla produzione destinata al mondo degli studi e delle professioni, che rimane il nucleo identitario dell’editore, si è sviluppata una proposta sempre più ampia rivolta al lettore generale. Oggi Carocci attraversa numerosi ambiti disciplinari: dalla filosofia alla storia, dalla psicologia agli studi religiosi, dall’archeologia alla storia dell’arte, dalla linguistica alle letterature, fino alle scienze ed alla medicina.
Il catalogo conta circa 6.500 titoli e comprende ricerche specialistiche, manuali e monografie per studenti e professionisti, classici del pensiero ed opere di approfondimento pensate per un pubblico curioso e motivato. Una costellazione editoriale che riflette una visione precisa: favorire una formazione continua ed un arricchimento culturale accessibile, solido e duraturo.
Questa prospettiva, unire qualità scientifica, chiarezza espositiva e responsabilità culturale, accompagna Carocci sin dalla sua fondazione e continua a rappresentarne la cifra distintiva.
Comunicazioni Culturali
Chi è Gianluca Mori?

direttore editoriale di Carocci Editore, ha insegnato Editoria libraria all’Università di Roma Tre.
Gianluca Mori
Se devo definirmi dal punto di vista professionale, sono da molti anni il direttore editoriale di Carocci Editore. Lavoro nell’editoria dalla fine degli anni ’80: ho iniziato alla Nuova Italia Scientifica, poi confluita in Carocci. È stato un percorso iniziato quasi per caso. Ho una formazione filosofica e, mentre immaginavo di proseguire gli studi, ho capito abbastanza presto che la ricerca accademica non era il mio ambiente naturale.
Grazie ad una serie di incontri fortunati, mi sono ritrovato a fare un colloquio alla Nuova Italia Scientifica, uno “spin off”, direste voi, della Nuova Italia di Firenze, e ho iniziato a lavorare nell’area della progettazione editoriale. La casa editrice, fin dalla sua nascita, ha sempre lavorato commissionando libri: valutando bisogni, ambiti disciplinari, opportunità culturali e professionali.
La Nuova Italia Scientifica nasce negli anni ’80 con una vocazione di servizio: offrire strumenti conoscitivi e operativi ai mondi della scuola e dei servizi socio sanitari, in un periodo segnato dalla riforma del sistema sanitario nazionale, dai decreti delegati, dalla trasformazione della scuola.
Quando sono arrivato io, si è iniziato a guardare con maggiore attenzione al mondo universitario, progettando testi funzionali ai diversi curricula accademici. Era un’altra università rispetto a quella di oggi: più ricettiva, più aperta alla monografia ed al saggio, non solo al manuale. C’era un “senso comune bibliografico”, che permetteva ai libri di circolare.
Da lì, nel tempo, le linee editoriali si sono ampliate: dal manuale alla saggistica culturale, fino a quella che oggi è la vocazione principale della casa editrice.
Comunicazioni Culturali
Cos’è la cultura e qual è il suo ruolo?

Gianluca Mori
Se non la intendiamo in senso antropologico, come insieme di abitudini e costumi, direi che la cultura è innanzitutto un amore per la conoscenza. A cosa serve? Serve a ciò che serve: alla coltivazione dell’animo, alla crescita interiore, alla formazione di uno sguardo critico sul mondo.
Oggi, però, la cultura viene spesso valutata solo in termini di funzionalità economico produttiva. È un approccio che produce distorsioni: si considera lo studio come un investimento utile solo se genera un ritorno economico. In questo quadro, la cultura come arricchimento conoscitivo perde valore.
Un indicatore evidente è il boom delle università telematiche: ci si iscrive per ottenere un titolo, non per desiderio di conoscenza. È un segnale di una deriva strumentale, che dovrebbe spingere a riflettere, anche sul piano istituzionale, sulla validità legale del titolo di studio e sul ruolo della formazione nella società.

Comunicazioni Culturali
Cos’è un libro e qual è il suo ruolo? Cos’è la lettura e perché si dovrebbe leggere?
Gianluca Mori
Un libro è innanzitutto un artefatto: una forma materiale specifica in cui si presenta un testo scritto. Non tutto ciò che è scritto, però, è un libro. La forma a cui siamo abituati da circa duemila anni è quella del codice: fogli piegati in fascicoli, tenuti insieme e rivestiti da una copertina. Ogni elemento ha una sua storia e contribuisce a dare identità materiale al testo.
In tempi di “imperialismo digitale” è importante non identificare il libro con qualsiasi dispositivo, che consenta di leggere un testo. Un libro non è un “file”. È un oggetto con una sua stabilità, una sua fisicità, una sua modalità di fruizione, che incide profondamente sull’esperienza cognitiva.
Quanto alla lettura, Proust l’ha definita “il miracolo di una conversazione in seno alla solitudine”. È una definizione commovente e, a mio avviso, insuperabile.
Comunicazioni Culturali
Cos’è un editore e qual è la sua funzione?
Gianluca Mori
In italiano, la parola “editore” ha una polisemia interessante: può indicare sia chi cura l’edizione di un testo (il filologo), sia chi pubblica libri come imprenditore. Nel tempo, queste accezioni si sono invertite, ma entrambe restano vive.
Un editore culturale dovrebbe tenere insieme queste due dimensioni: pubblicare libri perché ha a cuore il testo, custodirne il valore, ed allo stesso tempo garantire la sostenibilità economica del progetto. La dimensione economica è necessaria, ma non sufficiente. L’editore non dovrebbe ridurre il libro ad una semplice merce, ma preservarne la funzione culturale.

Comunicazioni Culturali
Come considerate il mercato? Elaborate strategie basate su dati che rilevino potenzialità e posizionamento?
Gianluca Mori
Lavorando in un ambito non narrativo, la nostra bussola principale è una sorta di sapienza artigianale. Il nostro interlocutore primario è il mondo degli studi universitari: per progettare una collana di filosofia o di informatica, ad esempio, dobbiamo conoscere il numero dei corsi di laurea, degli studenti, le propedeuticità, le esigenze didattiche.
Se ci si allontana dal mondo accademico, tutto diventa più aleatorio. Le classifiche dei libri più venduti dicono poco per il tipo di saggistica che pubblichiamo. Il nostro pubblico non è quello occasionale, ma lettori motivati, interessati ad un approfondimento serio.
Una difficoltà crescente è la visibilità: molte librerie sono soffocate e la saggistica alta si vende soprattutto su Amazon, che è diventato il principale cliente. Far sapere che un libro esiste è spesso la sfida più grande.

Comunicazioni Culturali
Chi sono i vostri lettori? Perché vi leggono e perché dovrebbero leggervi?
Gianluca Mori
Molti lettori potenziali non ci leggono semplicemente perché non sanno che certi libri esistono. E poi c’è una crescente difficoltà ad affrontare letture impegnative: la concorrenza dell’intrattenimento è fortissima.
Chi ci legge è chi desidera essere un cittadino consapevole del proprio tempo. La lettura non è solo strumentale: alimenta quel “miracolo della solitudine” di cui parlava Proust, e da lì scaturiscono molte conseguenze positive.
Comunicazioni Culturali
Cosa significa per la vostra casa editrice “comunicare”? Cosa comunicate, come, con chi e perché?
Gianluca Mori
Il primo interlocutore è il mondo della promozione commerciale e della distribuzione: chi porta i libri nelle librerie. Poi c’è la comunicazione verso il lettore generale, che per noi passa ancora molto attraverso la stampa: la recensione autorevole è fondamentale. Sui social media non siamo particolarmente efficaci, sia per il tipo di libri che pubblichiamo sia per la nostra cultura organizzativa. Sarebbe opportuno fare di più, ma ci muoviamo con una certa cautela.
Comunicazioni Culturali
In che modo il mercato influenza la vostra comunicazione ed i vostri contenuti?

Gianluca Mori
Non cerchiamo di inseguire il mercato, ma osserviamo le tendenze, per declinarle coerentemente con la nostra identità. Per esempio, l’interesse crescente per gli animali lo affrontiamo attraverso la divulgazione etologica, non con prodotti commerciali. Abbiamo, pertanto, chiesto a specialisti dell’etologia cosa e come elaborare contenuti sul comportamento animale, in modo che fossero comprensibili ed utili ad un pubblico non specialistico, composto da semplici amanti dei propri animali. Ecco, quindi, che abbiamo proposto, di Jessica Serra, autrice francese, il volume “Nella testa di un gatto”, testo etologico accolto favorevolmente da un mercato di non specialisti.
Allo stesso modo, per tutt’altro argomento, abbiamo dato molto spazio alla storia del cristianesimo delle origini, intercettando un pubblico non accademico interessato al Gesù storico. Cerchiamo sempre un equilibrio tra rigore e accessibilità.
Comunicazioni Culturali
Quanto incide la comunicazione sulle scelte editoriali? Ha un ruolo strategico o tattico? Quante risorse vi dedicate? Che ruolo gioca la tecnologia?

Gianluca Mori
Dedichiamo meno risorse di quante sarebbero necessarie. Siamo nati come editori di progettazione, con l’idea, oggi ingenua, che un buon libro trovi da sé il proprio pubblico. Non è più così.
Abbiamo un ufficio stampa ed un importante ufficio università, ma la comunicazione non guida le scelte editoriali: osserviamo ciò che accade, studiamo le frontiere della ricerca, cerchiamo di capire cosa si studia e cosa può interessare anche ad un pubblico non accademico.
La tecnologia incide molto sulla capacità di assecondare i tempi di produzione. Come sostenuto da Gian Arturo Ferrari, facendo riferimento alla creazione ed alla commercializzazione dei libri, la “rivoluzione digitale” è già avvenuta: produzione, comunicazione e stampa sono tutti ambiti pienamente digitalizzati nel mondo dell’editoria. L’incidenza del libro offerto su altri supporti, invece, come nel caso dell’ebook, resta marginale: su un fatturato di oltre 9 milioni, gli ebook rappresentano una quota minima, di circa 60-70000 Euro. La saggistica richiede un supporto stabile e le ricerche mostrano come l’apprendimento digitale sia meno efficace rispetto alla lettura su carta.

Comunicazioni Culturali
Segmentazione, fidelizzazione e comunicazione: come considerate questo rapporto?
Gianluca Mori
Il nostro catalogo non è definito da un ambito tematico, ma da un profilo editoriale. Siamo una somma di segmenti: psicologia, neuroscienze, filosofia, storia, storia dell’arte, patrimonio culturale. La segmentazione principale è accademico disciplinare. Da lì partiamo per ampliare il pubblico, senza snaturare la nostra identità.
Comunicazioni Culturali
Come valutate il sistema di propagazione culturale nazionale in relazione alla fruizione dei contenuti editoriali? Qual è il rapporto tra il libro e le altre forme espressive?
Gianluca Mori
Un editore di libri è un editore di libri. L’idea di inseguire la multimedialità o l’interattività non produce un reale valore conoscitivo: spesso è solo un mimare ciò che accade su uno schermo. E non è remunerativo.
Tutto ciò che non è libro, ciò che Gérard Genette chiamava “epitesto”, può essere utile, ma non sostituisce la funzione del libro come dispositivo di lettura.

Comunicazioni Culturali
Come vede Gianluca Mori il futuro della cultura e dell’editoria?
Gianluca Mori
Il libro è un artefatto storico fondamentale. La cultura, qualunque cosa intendiamo con questo termine, ha nel libro il suo strumento principale. Ma la sua esistenza è minacciata dall’imperialismo digitale e dalla diffusione delle università telematiche, che permettono di ottenere un titolo senza transitare attraverso il libro.
Le neuroscienze, tra l’altro, ci ricordano che il nostro cervello non è programmato per la lettura: ogni individuo deve imparare da zero. È un’attività fragile, che richiede cura. E non c’è ancora piena consapevolezza del rischio che stiamo correndo.
Comunicazioni Culturali
Qual è l’aspetto più bello della vostra casa editrice?
Gianluca Mori
La curiosità intellettuale. Essere in un costante stato di “allerta” verso ciò che accade nel mondo degli studi, con l’ambizione di interagire con essi attraverso un lavoro di cura del testo che non sia solo mera impresa economica, ma vera attitudine culturale.
Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.
Titolo: “Coltivare l’animo”
Sezione: Quaderni di comunicazione
Autore: redazione di Comunicazioni Culturali
Ospite: Gianluca Mori, direttore editoriale di Carocci Editore.
Codice: ICOMCOM2603201301MAN
Ultimi aggiornamenti: 20/03/2026, 24/03/2026.
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 20/03/2026
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte video e contenuti multimediali: –
Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema: https://www.carocci.it


