Quaderni di comunicazione

Editoria leale

con Giorgio Pozzi

I Quaderni di comunicazione nascono da un protocollo di ricerca dedicato allo studio delle variabili che regolano la propagazione della comunicazione culturale. La loro funzione è duplice: da un lato rappresentano uno spazio di osservazione ed approfondimento sui processi culturali, sui linguaggi della conoscenza e sulle forme attraverso cui la società interpreta se stessa; dall’altro costituiscono la componente dialettica di verifica dell’attività di studio, condivisa con gli stessi protagonisti del fenomeno. In un’epoca in cui la comunicazione tende ad essere compressa in formati rapidi ed algoritmici, i Quaderni si propongono come un luogo di rallentamento e di ascolto, dove la complessità non viene semplificata ma accolta, analizzata e restituita alla diffusione critica ed all’analisi.

Al centro di questo progetto vi è la convinzione che l’editoria rappresenti uno dei dispositivi fondamentali per la trasmissione della cultura. Il libro, nelle sue forme materiali e digitali, continua ad essere uno strumento di sedimentazione del sapere, un archivio di memoria collettiva ed uno dei vettori comunico‑cognitivi attraverso cui le idee si propagano. L’atto editoriale non è soltanto produzione di contenuti, ma un gesto di responsabilità verso la comunità dei lettori, verso la qualità del discorso pubblico e verso la funzione cognitiva, che contribuisce alla definizione della consapevolezza esistenziale collettiva e di specie.

In questo quadro, il dialogo con gli editori assume un valore particolare: permette di comprendere come si costruisca un catalogo, quali scelte guidino la pubblicazione di un testo, quali tensioni attraversino oggi il mercato e quali forme di resistenza culturale siano ancora possibili. Le interviste raccolte nei Quaderni intendono offrire uno sguardo interno a questo mondo, restituendo la voce di chi ogni giorno lavora per mantenere viva la “bibliodiversità” e trasformando un protocollo di ricerca in un’occasione di condivisione e riflessione sul ruolo della cultura, non solo per gli “addetti ai lavori”.

La seconda tappa di questo percorso è l’incontro con Giorgio Pozzi, editore della casa editrice Fernandel, realtà indipendente che da oltre trent’anni coltiva un’idea di editoria fondata sulla curiosità, sulla qualità e sulla responsabilità culturale.

Fondata nel 1994 con l’omonima rivista letteraria, Fernandel nasce come spazio di confronto tra diverse esperienze di scrittura. La rivista, pubblicata in formato cartaceo per tredici anni, è passata nel 2007 ad una dimensione esclusivamente online e gratuita. Dal 1997 la casa editrice ha avviato la pubblicazione di libri, distinguendosi per un’attività di scouting che ha portato all’esordio di autori poi affermati, tra cui Paolo Nori, Gianluca Morozzi, Grazia Verasani, Piersandro Pallavicini e Michela Tilli. Il catalogo include anche opere di Eraldo Baldini e Pablo Echaurren.

Dal 2011 molte novità editoriali sono disponibili anche in formato ebook, acquistabili direttamente dal sito senza DRM né limitazioni d’uso. Il sito non ha solo funzione commerciale, ma si propone come archivio e testimonianza, conservando la memoria editoriale anche oltre la breve permanenza dei libri nelle librerie. Una rassegna stampa accompagna ogni titolo, contribuendo alla documentazione storica del catalogo.

Comunicazioni Culturali
Cos’è la cultura ed a cosa serve? 

Giorgio Pozzi,
l’editore della casa editrice Fernandel.

Giorgio Pozzi
La cultura è l’insieme delle conoscenze e delle esperienze che formano la persona verso una maggior consapevolezza di sé, delle proprie aspirazioni e bisogni. Dato che è così decisiva nella formazione personale, allo stesso modo è decisiva nella crescita e nel mantenimento del grado di civiltà di un popolo. La scuola dovrebbe essere il primo luogo in cui si insegna ad allargare i propri orizzonti, attraverso la storia, la narrazione, la scoperta dell’altro.

Comunicazioni Culturali
Cos’è un libro e qual è il suo ruolo? Cos’è la lettura e perché si dovrebbe leggere? 

Giorgio Pozzi
Se la cultura è la base della civiltà, il libro è lo strumento con cui la cultura si è diffusa nel mondo. Il libro contiene un sapere, e scopo del libro è la diffusione e conservazione di questo sapere. La lettura è la principale forma d’accesso al sapere contenuto nei libri; prima della lettura il sapere si poteva condividere solo tramite la parola parlata, il discorso diretto. Oggi il sapere può essere condiviso attraverso altri mezzi, per esempio gli audiolibri, o i video, ma il libro cartaceo resta lo strumento principe per la divulgazione della conoscenza. Leggere amplia le nostre conoscenze, il che è particolarmente importante in un mondo così veloce e rapido nei cambiamenti sociali e tecnologici. Nello specifico, leggere narrativa può aiutarci ad ampliare gli orizzonti, a non prendere noi stessi, i nostri gusti e interessi come unico riferimento. Se si legge molto sarà più facile sospendere il giudizio nei confronti di ciò che non siamo in grado di capire. Insomma, la lettura è lo strumento più importante per combattere l’ignoranza.

Comunicazioni Culturali
Cos’è un editore e qual è la sua funzione? 

Giorgio Pozzi
L’editore è un imprenditore che pubblica libri o altri strumenti che dovrebbero veicolare un messaggio culturale. Come dice una battuta piuttosto diffusa nel campo dell’editoria libraria, l’editore non è colui che scrive il libro, non è colui che lo stampa, non è colui che lo promuove, non è colui che lo vende. È però quello che fa tutto il resto. Anche se definire “tutto il resto” non è semplice, in particolare per le persone che non hanno esperienza in questo campo. La funzione dell’editore è dunque di indirizzo, nel senso che le scelte dell’editore, i libri pubblicati e i generi praticati creano la fisionomia della casa editrice, il modo in cui si presenta ai lettori, il carattere della sua impresa culturale.

Comunicazioni Culturali
Qual è la ragione d’essere della vostra casa editrice? Come è nata e cosa si prefigge? 

Giorgio Pozzi
Siamo una casa editrice “nata dal basso”, come si dice, cioè nata dalla passione personale, senza capitali significativi o ricerche di mercato alle spalle. Abbiamo cominciato nel 1994 pubblicando una rivista cartacea che veniva diffusa su abbonamento e nelle librerie; nel 1997 abbiamo iniziato a pubblicare libri, soprattutto narrativa italiana. L’obiettivo iniziale era la curiosità nei confronti delle scritture altrui, e questo in parte è valido anche oggi, pur in un mondo molto diverso rispetto a quello di trent’anni fa.

Comunicazioni Culturali
Come considerate il mercato? Elaborate strategie basate su dati che rilevino potenzialità e posizionamento? 

Giorgio Pozzi
Per ciò che riguarda la narrativa, le “strategie” sono le stesse di sempre: pubblichiamo quello che ci sembra valido, quello che ci sembra originale o gli autori e le autrici che ci sembra abbiano qualcosa di significativo da dire. Per un piccolo editore che pubblica autori sconosciuti o poco conosciuti, che senso avrebbe fare ricerche di mercato prima di decidere se pubblicare o meno un testo? Meglio affidarsi alla propria esperienza e alla capacità di percepire il gusto del pubblico, che ovviamente è volubile. D’altra parte, pare che ogni anno in Italia escano trentamila novità di narrativa, mentre il numero dei lettori diminuisce progressivamente: è ovvio che lo spazio per tutti non c’è.

Comunicazioni Culturali
Chi sono i Vostri lettori? Perché vi leggono e perché dovrebbero leggervi?

Giorgio Pozzi
I nostri lettori sono persone tenaci e attente: non si accontentano dei cento libri del momento presenti in tutte le librerie (non so se lo avete notato, ma le vetrine delle librerie, in particolare quelle di catena, sono tutte uguali) ma cercano proprio quel libro che non c’è, o che è difficile da trovare, perché bisogna ordinarlo. E lo fanno perché seguono l’autore, o si fidano dell’editore, o perché vogliono leggere qualcosa di diverso rispetto ai libri realizzati in serie per compiacere un genere, oppure scritti il più simile possibile al romanzo precedente, nella speranza che venda altrettanto. Dunque sono persone attente perché nel rumore di fondo del mercato editoriale riescono comunque a percepirci, e sono tenaci perché i libri dei piccoli editori sono quasi del tutto scomparsi dalle librerie.

Comunicazioni Culturali
Cosa significa per la Vostra casa editrice “comunicare”? Cosa comunicate, come, con chi e perché? 

Giorgio Pozzi
L’editore è anche, e forse prima di tutto, un comunicatore. Il contenuto di un libro deve essere comunicato a una molteplicità di persone che hanno ruoli diversi.

E lo si fa attraverso le copertine, perché l’immagine comunica in modo più veloce e profondo della parola, che invece richiede un certo impegno per essere compresa e assimilata. Lo si fa con i titoli dei libri e con le quarte di copertina e gli altri paratesti. Lo si fa poi con le schede editoriali, che prepariamo diversi mesi prima dell’uscita: sono schede rivolte alla promozione e alle librerie, che servono a informare e a raccogliere prenotazioni. Ma l’obiettivo principale di tutta questa comunicazione è ovviamente il lettore finale, nella speranza che ogni lettore incontri il suo libro ideale.

Comunicazioni Culturali
In che modo il mercato influenza la Vostra comunicazione ed i contenuti? 

Giorgio Pozzi
Sarebbe ipocrita dire che il mercato non influenza il nostro modo di lavorare, di pensare ai libri e in generale la nostra stessa sopravvivenza come editori. Non è possibile disgiungere la cultura dal denaro, perché realizzare libri e commercializzarli ha un costo, e il ritorno di questo investimento proviene dal mercato, cioè dalle vendite. Quindi vendere è importante, ma inseguire le mode nella speranza di vendere non è una scelta che condivido. Finché è stato possibile abbiamo cercato di di restare coerenti con i nostri obiettivi iniziali, oggi invece ci stiamo progressivamente spostando dalla narrativa italiana verso altri generi meno inflazionati.

Comunicazioni Culturali
Quanto incide la comunicazione sulle scelte editoriali? Ha ruolo strategico o tattico? Quante risorse vi dedicate? 

Giorgio Pozzi
Saper comunicare il contenuto di un libro in maniera leale ma accattivante è fondamentale. Troppe quarte di copertina promettono cose che il libro non può mantenere, quindi per quanto mi riguarda questo tipo di comunicazione deve essere corretta e onesta. Ciò significa che la comunicazione ha sia un ruolo tattico (dire chiaramente di cosa parla il libro in questione) sia un ruolo strategico, perché questo è il nostro modo di comunicare i contenuti, il che implica anche un certo modo di fare editoria.

Comunicazioni Culturali
Quanto incide la tecnologia sul mercato editoriale, sui contenuti e sul modo di comunicare? 

Giorgio Pozzi
Tutto ciò che facciamo, in qualsiasi ambito della nostra vita, è ormai collegato alla tecnologia, e questo vale anche per l’editoria. Ma prima della tecnologia viene l’esperienza delle persone: quella degli autori che scrivono il loro libro, quella degli editori che ne decidono la pubblicazione e che preparano copertine e quarte di copertina, schede eccetera. Detto ciò, se il senso della domanda è capire quanto influisce l’intelligenza artificiale sul lavoro editoriale, nel mio caso direi che si tratta di un aiuto significativo per le attività più semplici, ma le decisioni vengono ancora prese dagli umani.

Comunicazioni Culturali
La Vostra comunicazione quanto influenza l’atto di acquisto? Adottate strategie complementari per sostenere la distribuzione (alleanze, convenzioni, punti di vendita di proprietà, altro)? 

Giorgio Pozzi
Usiamo i social, come tutti, e abbiamo un nostro sito e una nostra mailing list, come tutti. Sono strumenti gratuiti, o quasi, a disposizione di chiunque abbia la buona volontà e il tempo materiale per occuparsene. Non abbiamo altre “strategie complementari”.

Comunicazioni Culturali
Potete dichiarare di avere un pubblico e di conoscerlo? Come lo identificate e come comunicate con esso? 

Giorgio Pozzi
La narrativa è un ambito molto ampio, che coinvolge una larga parte della popolazione: a un lettore può interessare un libro perché parla di arte contemporanea, a un altro perché il romanzo affronta questioni sociali: quindi non è facile targetizzare il pubblico di un editore di narrativa non di genere, e forse non ha neanche senso. Comunichiamo con i mezzi tradizionali, i social, la newsletter, il sito: questi sono gli strumenti, ma credo che conti prima di tutto il modo in cui si effettua la comunicazione. Quindi evitiamo di usare espressioni come “capolavoro” o “Il libro più importante dell’anno”, lasciando semmai che siano gli altri a dare giudizi.

Comunicazioni Culturali
Segmentazione, fidelizzazione e comunicazione: come considerate questo rapporto? 

Giorgio Pozzi
I primi due sono aspetti di marketing importanti, ma secondari rispetto alla comunicazione, che in un mercato saturo di offerta e povero di domanda è essenziale.

Comunicazioni Culturali
Come vede Giorgio Pozzi il futuro della cultura e dell’editoria? 

Giorgio Pozzi
L’editoria si è progressivamente trasformata da artigianato a industria, e come ogni altra industria è interessata prima di tutto al profitto. Pubblicando un gran numero di libri insignificanti contribuisce all’abbassamento del livello culturale del paese. Inoltre la concentrazione dell’intera filiera in poche mani (case editrici, librerie, distribuzione) ha creato un monopolio che certamente non favorisce la bibliodiversità. L’industria cerca di standardizzare i gusti del pubblico, e mi pare che il pubblico risponda molto bene a questo stimolo conformista. Il mercato è completamente asservito da queste dinamiche, che sono sia economiche che culturali, e non ci sono prospettive di cambiamento. Per cui il futuro dell’editoria nel medio termine è cupo.

Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.

Titolo: “Editoria leale”
Sezione: Quaderni di comunicazione
Autore:  redazione di Comunicazioni Culturali
Ospite: Giorgio Pozzi, editore della casa editrice Fernandel

Codice: ICOMCOM2603051507MAN
Ultimi aggiornamenti: 06/03/2026, 09/03/2026.
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 06/03/2026

Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte video e contenuti multimediali:

Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema: https://www.fernandel.it

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