Quaderni di comunicazione
Forma e sostanza
con Alberto Pellegatta
Nel percorso dei nostri Quaderni di Comunicazione, ospitiamo, oggi, l’incontro con una realtà editoriale, che ha fatto della poesia e dell’indagine artistica il proprio nucleo fondativo: Taut Editori, attraverso le parole del suo direttore editoriale Alberto Pellegatta.
La pubblicazione di questa intervista ci offre lo spunto per una riflessione profonda, che va ben oltre la singola cronaca editoriale e che tocca da vicino lo statuto stesso di chi, oggi, faccia cultura.
Sovente la contemporaneità tende a tracciare uno steccato artificiale, quasi anacronistico, tra il rigore della ricerca scientifica, liquidata da una certa tradizione idealistica come mero “lavoro meccanico” o strutturale, e l’ispirazione pura della parola poetica, intesa come unico canale di comprensione della percezione esistenziale. Noi crediamo, presentandovi questa casa editrice coraggiosa nell’affrontare seriamente espressioni della lirica di altissimo livello, che la vera sfida culturale risieda nella capacità di unire questi mondi. Come ci ricorda Edgar Morin, da poco scomparso, la complessità non si sconfigge frammentando il sapere, ma cercando le connessioni nascoste tra la forma e la sostanza.
Nelle risposte che leggerete, emerge con forza l’identità di una casa editrice che si muove come un “sindacato di poeti contro la mediocrità”, offrendo non solo sguardi suggestivi attraverso le opere di autori internazionali del passato e del presente, ma costruendo ponti tra giovani contemporanei e maestri di un passato mai tramontato.
Da osservatori e studiosi della propagazione della conoscenza, non possiamo non notare come la comunicazione di contenuti così complessi rischi, a volte, di arroccarsi su posizioni, che rendono tali sistemi di propagazione adiabatici come già accaduto nel passato, causa di allontanamento massivo da certe espressioni culturali. Quando l’editoria, la pittura così come altre forme artistiche rinunciano a spiegarsi, a mappare i propri contenuti per il pubblico, o a interrogarsi lucidamente sul proprio futuro nel rapporto con le altre forme espressive, tecnologiche e sociali, utilizzando solo la tecnologia in modalità speculativa per opportunità commerciale, senza coglierne il senso e senza il coraggio del confronto, rischiano di allontanare, come già accaduto, proprio chi dichiarano di voler difendere.
Per Comunicazioni Culturali, fare scienza della cultura significa proprio questo: non limitarsi a contemplare l’opera, ma creare i ponti cognitivi ed editoriali affinché il risultato di tale creatività sia accessibile, comprensibile e vivo. La poesia ha un disperato bisogno di struttura, così come la struttura ha bisogno dell’estetica comunicativa e della funzione introspettiva della parola, per non diventare un freddo automatismo o, peggio, una schiavitù di specie.
Vi invitiamo a leggere questa intervista con uno sguardo critico e attento, capaci di cogliere il valore dei testi proposti ma anche di riflettere su quanta strada ci sia ancora da percorrere per costruire una comunicazione culturale davvero organica, aperta e priva di barriere.
Taut Editori nasce nel 2019 da una visione chiara della qualità letteraria. Dietro al marchio, che rievoca uno degli architetti più visionari e meno conosciuti della storia, c’è un comitato scientifico internazionale composto da poeti, scrittori e filosofi.
Taut indaga le nuove voci della poesia inserendole in un contesto storicizzato: le uscite dei giovani autori sono sempre affiancate da volumi di maestri contemporanei o del passato, per sostenere un’idea di letteratura come cammino collettivo. Con un preciso profilo internazionale ed una cura grafica di alto livello. Affianca alla pubblicazione della poesia la critica d’arte scritta dagli artisti stessi – vista la vocazione della casa editrice, evidente nelle copertine ogni volta affidate ad artisti selezionati.
Taut editori mette al centro il lettore, e lo fa proponendo in presa diretta ciò che si sta scrivendo in Italia ed all’estero. Questa casa editrice indipendente è un cantiere letterario. Risponde alla esigenza diffusamente percepita di un editore che tornasse ad indagare le nuove voci e recuperasse l’opera dei maestri. Presente sui canali online e sui social, la casa editrice punta tutto sulla forza dei libri e sui lettori, sugli eroici librai. Pochi titoli l’anno, tiratura sostenuta e cura del testo anche dopo il lancio.
Taut editori è anche un laboratorio online, Doppia esposizione, che si occupa di scannerizzare le uscite più interessanti e di proporre anche online nuove voci ed approfondimenti. Taut editori non è un’operazione editoriale ma culturale.
Comunicazioni Culturali
Cos’è la cultura e qual è il suo ruolo?
Alberto Pellegatta
La cultura è l’insieme delle conoscenze umane che trasmettiamo alle nuove generazioni e rimonta etimologicamente alla coltivazione, ovvero al gesto della semina e della raccolta: seminare conoscenza per raccogliere cittadini consapevoli, educati alla bellezza e dotati di strumenti per la lettura della complessità.
Comunicazioni Culturali
Cos’è la lettura e perché si dovrebbe leggere?
Alberto Pellegatta
La lettura è uno dei piaceri dell’uomo, ci indica una direzione e ci prepara a comprendere il reale senza cadere nelle trappole del consumo.
Comunicazioni Culturali
Cos’è un editore e qual è la sua funzione?
Alberto Pellegatta
L’editore è un veicolo, è il vaso comunicante che esiste tra autore e lettore, non può tradire nessuno dei due se desidera essere, non dico autorevole, ma per lo meno credibile.
Comunicazioni Culturali
Qual è la ragione d’essere della Vostra casa editrice? Come è nata e cosa si prefigge?

www.tauteditori.it
Alberto Pellegatta
La nostra casa editrice è nata come un sindacato di poeti contro la mediocrità della produzione editoriale. Nonostante l’elevato numero di volumi stampati, ci siamo resi conto che autori validi rimanevano esclusi dall’accesso alla pubblicazione – parliamo di giovani ma anche di stranieri, o maestri ingiustamente dimenticati e occultati.
Comunicazioni Culturali
Come considerate il mercato? Elaborate strategie basate su dati che rilevino potenzialità e posizionamento?
Alberto Pellegatta
Consideriamo il pubblico, la nostra strategia è la qualità delle proposte, la confezione accurata del prodotto-libro-selezione degli artisti, grafica, interventi redazionali ecc. Non abbiamo un ufficio marketing.
Comunicazioni Culturali
Chi sono i vostri lettori? Perché vi leggono e perché dovrebbero leggervi?

www.tauteditori.it
Alberto Pellegatta
I nostri lettori sono persone colte e coltivate, non sempre specialisti di poesia. Sono in possesso di una sensibilità e una cultura tale da poter passare con disinvoltura dalla prosa critica al verso straniero. Sono orfani delle collane storiche che, con poche eccezioni, vengono tenute in vita artificialmente e pubblicano paccottiglia – pensano, i grandi editori e ormai anche i medio-piccoli, di conquistare lettori proponendo una narrativa da riporto (copiata da modelli commerciali stranieri) e una prosa da avanspettacolo.
Comunicazioni Culturali
Cosa significa per la vostra casa editrice “comunicare”? Cosa comunicate, come, con chi e perché?

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Alberto Pellegatta
È la base di ogni cosa, giustifica il linguaggio, che a sua volta ha descritto (e cambiato) il mondo. Nonostante la nostra epoca sia spesso superficiale, lo studio della comunicazione rimane centrale se vogliamo continuare a capirci e cercare di convivere in armonia. In passato ci si chiedeva se la poesia fosse legata alla comunicazione o all’esperienza: uno dei tanti falsi problemi. La poesia è forma e sostanza e come tale comunica un’esperienza – anche se fantastica. L’unica differenza con il resto della scrittura è che comunica a una frequenza diversa. Bisogna sapersi sintonizzare. Per questo la poesia è alla base della cultura e, in momenti di crisi, torna potentemente a farsi notare: perché mantiene in salute il linguaggio e offre un’alternativa alla superficialità commerciale.

foto di Antonio Riccio
Alberto Pellegatta (Milano 1978) è poeta e critico d’arte. Il suo ultimo libro, Piccola estate, è da poco uscito per Guanda. Ha pubblicato Ipotesi di felicità (2017, Premio Fogazzaro e Premio Luzi) e L’ombra della salute (2011) nella collezione dello Specchio Mondadori.
Laureato in Filosofia Estetica cum laude presso l’Università degli Studi di Milano, è presente nelle antologie I poeti di vent’anni (a cura di Mario Santagostini, Stampa 2000), Nuovissima poesia italiana (a cura di Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi, Mondadori 2004) e Almanacco dello Specchio (Mondadori 2008).
Ha esordito ventenne con la plaquette Mattinata larga (prefazione di Maurizio Cucchi, LietoColle 2001) e ha vinto la prima edizione del Premio Biennale Cetona e il Premio Amici di Milano.
Scrive d’arte (L’artista, il poeta, Skira-Museo della Permanente di Milano, 2010) e collabora come critico con giornali e riviste. È direttore editoriale di Taut Editori. È stato corrispondente dalla Spagna della rivista svizzera “Galatea” e ha fatto parte della giuria del Premio Cetona, dello storico Premio d’Arte San Fedele e del Premio d’Arte di Maccagno, concentrando la propria ricerca sui giovani artisti.
Comunicazioni Culturali
Quanto incide la comunicazione sulle scelte editoriali? Ha un ruolo strategico o tattico? Quante risorse vi dedicate? Che ruolo gioca la tecnologia?
Alberto Pellegatta
La comunicazione istituzionale della casa editrice è volutamente semplificata, per offrire un’immagine definita e riconoscibile della nostra produzione. Non parole ma fatti: ci concentriamo sulla fidelizzazione dei lettori attraverso libri di qualità oggettiva. Contenuto e comunicazione si supportano a vicenda e riescono a influenzare il mercato. Il nostro obbiettivo non è solo vendere ma alzare la qualità delle proposte in circolazione, spingendo anche altre case editrici a fare ricerca e proporre autori di livello.

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Comunicazioni Culturali
Quanto incide la tecnologia sul mercato editoriale, sui contenuti e sul modo di comunicare?
Alberto Pellegatta
La tecnologia incide direttamente sul mercato editoriale: i canali social e i blog, per esempio, sono diventati centrali per le imprese indipendenti che vogliano farsi conoscere. Accorciando le distanze con il lettore, la tecnologia trasforma una relazione tradizionalmente mediata (da giornali e riviste) in un corpo a corpo.
Comunicazioni Culturali
La Vostra comunicazione quanto influenza l’atto di acquisto? Adottate strategie complementari per sostenere la distribuzione (alleanze, convenzioni, punti di vendita di proprietà, altro)?
Alberto Pellegatta
L’alleanza più solida è quella che abbiamo costruito con i librai e con i lettori, riuscendo a creare una vera e propria comunità. L’idea di aprire a Milano una libreria di Taut dedicata alla poesia e all’arte rimane lì.
La nostra comunicazione e, soprattutto la qualità delle nostre proposte, ci ha portati in pochi anni ad essere un marchio riconoscibile per il pubblico, che si fida delle nostre scelte e cerca in libreria il nostro logo, sicuro di non essere deluso. Il nostro catalogo è vario, ci sono autori per ogni gusto. Una volta ci si poteva fidare ciecamente di alcune collane (la Bianca di Einaudi, Adelphi, Garzanti ecc.) ma oggi quegli spazi sono compromessi e il lettore si trova abbandonato al magma informe della produzione libraria – senza neanche l’aiuto di una critica paragonabile a quella del passato.
Comunicazioni Culturali
Come valutate il sistema di propagazione culturale nazionale in relazione alla fruizione dei contenuti editoriali?
Alberto Pellegatta
L’Italia ha diversi problemi strutturali che riguardano la propagazione culturale: un sistema educativo programmaticamente depotenziato, il culto sociale dell’ignoranza, l’indifferenza culturale dei media e la latitanza delle istituzioni culturali, spesso diventate bancomat della politica e comunque impegnate più nelle proposte gastronomiche che in quelle dedicate ai libri e ai contenuti complessi.
Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.
Titolo: “Forma e sostanza”.
Sezione: Quaderni di comunicazione.
Autore: redazione di Comunicazioni Culturali.
Ospite: Alberto Pellegatta, direttore editoriale di Taut Editori.
Codice: ICOMCOM2606011400MAN
Ultimi aggiornamenti: 01/06/2026.
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 01/06/2026
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali o come precisato dalle didascalie
Fonte video e contenuti multimediali: –
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