Quaderni di comunicazione
Editoria consapevole
con Silvia Caramellino
I Quaderni di comunicazione nascono come spazio di ricerca dedicato allo studio delle dinamiche, che regolano la propagazione della comunicazione culturale. Ogni incontro con un editore, un ufficio stampa, un direttore di museo o un professionista della cultura diventa un’occasione per osservare dall’interno come si costruisce il discorso culturale contemporaneo: quali scelte lo orientino, quali tensioni lo attraversino, quali responsabilità comportino.
Nel dialogo con Silvia Caramellino, responsabile dell’ufficio stampa e dell’organizzazione eventi per add editore e Lucy Editore, emerge con chiarezza il ruolo cruciale della mediazione culturale. La sua esperienza mostra come la comunicazione editoriale non sia un semplice apparato promozionale, ma un dispositivo che connette autori, libri, lettori, librerie, festival e territori, restituendo visibilità e senso alle storie che meritano di essere ascoltate.
add editore, realtà torinese riconosciuta per la capacità di raccontare la complessità del presente, affida alla comunicazione una funzione strategica: rendere accessibili temi, geografie ed immaginari spesso marginali, costruendo ponti tra culture e prospettive diverse. La casa editrice dà forma ad un ecosistema di relazioni che sostiene la “bibliodiversità” ed alimenta un discorso pubblico più consapevole.
Questa intervista si inserisce nel percorso dei Quaderni come testimonianza di una professionalità che opera nel punto di contatto tra contenuti e comunità, tra catalogo e territorio, tra responsabilità editoriale e cura del lettore. Una prospettiva preziosa per comprendere come, oggi, la comunicazione culturale possa ancora essere un gesto di attenzione, di ascolto e di costruzione condivisa.
Fondata per raccontare la contemporaneità con uno sguardo aperto e rigoroso, add editore si distingue per la capacità di rendere accessibile la complessità del mondo attraverso libri che resistono al tempo ed interrogano le variabili storiche e culturali del divenire.
La casa editrice esplora spazi fisici, geografici e sociali, restituendo significato agli immaginari e valore all’identità. Le sue collane, dai saggi ibridi alla narrativa asiatica, dalle graphic novel alla saggistica sportiva, dagli atlanti alle passioni culturali, testimoniano una ricerca costante, curiosa ed impegnata, fondata sul rispetto dei diritti fondamentali e sull’ambizione di costruire ponti tra passato, presente e futuro.
Con sede a Torino, add editore è oggi riconosciuta come uno degli interlocutori del panorama editoriale italiano capace di coniugare profondità teorica, apertura internazionale ed attenzione alle trasformazioni sociali.
Comunicazioni Culturali
Cos’è la cultura ed a cosa serve?

si è formata alla Scuola Holden, dove ha sviluppato competenze narrative e redazionali. Dopo un’esperienza nel settore come addetta stampa all’interno del Gruppo Mondadori, dal 2023 cura l’ufficio stampa e l’organizzazione degli eventi per add editore e Lucy Editore, seguendo progetti culturali, autori ed attività di promozione editoriale.
Silvia Caramellino
Serve a sciogliere nodi e a districarsi nel presente. Ancor di più in un’epoca come quella che stiamo vivendo, incastrati tra conflitti crescenti e forte instabilità, in un tempo
sempre più contraddittorio (importante sviluppo tecnologico ma bassa connessione umana, elevato benessere materiale ma insoddisfazione diffusa), la cultura è speranza di un po’ di chiarezza nella confusione. Penso certamente all’informazione fatta bene, quella che ci allena a restare lucidi, a scovare fake news e distorsioni della realtà, ma penso anche a tutta la cultura di intrattenimento; quando il mondo vacilla, rifugiarsi in un prodotto culturale che ci porta in un altro spazio e in un altro tempo, non è il sinonimo di fuga dalla realtà che stiamo vivendo, è un strumento di sopravvivenza.
All’inizio ho detto che la cultura serve a sciogliere nodi, succede più spesso l’opposto: conoscendo di più i nodi si infittiscono e il gomitolo si fa più spesso e la cultura si inserisce proprio in questo frangente, restituendoci la complessità di ciò che ci circonda tentando di mostrarcela più coerente.
Comunicazioni Culturali
Cos’è un libro e qual è il suo ruolo? Cos’è la lettura e perché si dovrebbe leggere?

Silvia Caramellino
Qualsiasi lettore sa cos’ha provato la prima volta che, libro alla mano, una bolla, una sorta di igloo immaginario, lo ha avvolto staccandolo dal resto del mondo e da sé stesso.
Nessuno può spiegare quella sensazione e, come altre cose della vita, è bene che quella formula magica rimanga segreta. Per chi lavora in editoria, però, il libro è anche un prodotto. La sua natura di prodotto non lo svincola dal percepito emotivo di cui sopra ma piuttosto aggiunge la consapevolezza che il libro è inserito in una filiera produttiva e come tale deve essere fatto conoscere, comunicato e infine venduto.
Leggere serve a moltiplicarci le vite. Anche la vita più piena e avventurosa non è abbastanza e per questo leggiamo, per riempirci di altri nomi, di altre storie. Il libro è come un acceleratore di particelle, una carica a velocità elevatissima che ci moltiplica. Ma bisogna leggere solo se piace.

Comunicazioni Culturali
Cos’è un editore e qual è la sua funzione?
Silvia Caramellino
Un editore è il ponte tra l’autore e il suo lettore. In questo scambio che sembrerebbe un dialogo solo a due, l’editore è il direttore d’orchestra che subentra non solo per la sua capacità produttiva ma per offrire il sostegno di un’esperienza consolidata e una vision ben strutturata. Per questo la linea editoriale e l’identità di un editore sono fondamentali, perché garantiscono ai libri pubblicati la coerenza e la riconoscibilità che senza il sostegno di questa rete di professionalità non avrebbero.
Comunicazioni Culturali
Qual è la ragione d’essere della vostra casa editrice? Come è nata e cosa si prefigge?
Silvia Caramellino
add editore è una casa editrice indipendente che nasce a Torino nel 2010. Dal 2014 la proprietà è di Francesca Mancini e Paolo Benini, la cui linea editoriale ha come assi portanti l’esplorazione dell’attualità e delle tematiche sociali attraverso la saggistica divulgativa a cui si aggiunge la collana Asia, un mix effervescente di saggistica e narrativa, memoir, racconti, romanzi e graphic novel con cui addentrarsi nelle profondità politiche, storiche e culturali di un mondo sempre più influente e vicino. Dal 2022 la casa editrice si inserisce in un progetto più ampio e ambizioso, Lucy Editore, un contenitore multicanale che ospita al suo interno diverse realtà culturali, tra le più rilevanti Lucy sulla cultura diretta da Nicola Lagioia e Lucy sui mondi diretta da Telmo Pievani. Proprio dall’intersezione tra add e Lucy è nata anche la rivista cartacea Lucy, a cadenza semestrale.

Comunicazioni Culturali
Come considerate il mercato? Elaborate strategie basate su dati che rilevino potenzialità e posizionamento?
Silvia Caramellino
Il mercato editoriale segue logiche particolari e si mantiene su una sovrabbondanza produttiva (ogni giorno sbarcano in libreria circa 237 novità editoriali!)
In una fase come quella attuale, in cui tutti i settori economici faticano a trovare un equilibrio per il loro sostentamento, l’editoria non è da meno e sta vivendo un periodo di contrazione rilevante. In un quadro in cui la super produzione fa da padrona, ogni editore, soprattutto indipendente, deve cercare di ritagliarsi una nicchia di lettori amici, un seguito fedele e affiatato che si riconosca nei valori della linea editoriale della casa editrice. Da qui, fondamentale importanza alla comunicazione dei libri.
Ovviamente analizziamo costantemente i trend e i nostri competitor per aiutarci a scegliere i libri che entreranno nel nostro piano editoriale. Anche la nostra distribuzione ci aiuta in questo, fornendoci strumenti di analisi utili.
Comunicazioni Culturali
Chi sono i vostri lettori? Perché vi leggono e perché dovrebbero leggervi?

Silvia Caramellino
Il nostro pubblico di lettori è molto differenziato. Se la nostra saggistica sembra appassionare un pubblico più adulto, titoli più divulgativi vengono accolti da un pubblico ampio e giovane. C’è poi la nostra collana Asia che raccoglie l’entusiasmo di un pubblico giovanissimo (19-25 anni).
C’è poi un dato che ci rende particolarmente orgogliosi e che riguarda la prevalenza di un pubblico femminile molto molto giovane che ci segue grazie ad alcuni dei nostri temi portanti: femminismo, decostruzione dei generi, inclusione e una riflessione attenta su nuovi spazi di fiducia che possiamo creare insieme.
Comunicazioni Culturali
Cosa significa per la vostra casa editrice “comunicare”? Cosa comunicate, come, con chi e perché?
Silvia Caramellino
In un mercato saturo, come quello editoriale, la comunicazione è fondamentale. Da una parte ci muoviamo su una comunicazione più “tradizionale” che gestisco io come ufficio stampa e che ha come referenti carta stampata, radio e TV. Si fonda sul contatto diretto con giornalisti e referenti stampa e si aggiunge alla produzione e diffusione massiva di materiali stampa come newsletter e comunicati. Dall’altra parte grande energia è spesa per la comunicazione social, da noi gestita da un’agenzia di comunicazione esterna, che si muove sia su una comunicazione standard dei nuovi titoli in uscita, sia sulla promozione di eventi, passaggio della rassegna stampa uscita e interazione con i follower delle pagine.
Ma il piano promozionale di un libro è molto altro. È anche una progettazione attenta di un tour di eventi e occasioni per l’autore di far conoscere il libro direttamente davanti al pubblico, sia in libreria che all’interno della programmazione di grandi festival letterari che talvolta sono l’occasione per creare un circolo virtuoso che muove curiosità, stampa e lettori e fa emergere un nuovo autore. Anche questa è comunicazione, soprattutto per un editore di media grandezza.
Comunicazioni Culturali
In che modo il mercato influenza la vostra comunicazione ed i contenuti? Quanto incide la comunicazione sulle scelte editoriali? Ha ruolo strategico o tattico? Quante risorse vi dedicate?
Silvia Caramellino
Siamo attenti a ciò che ci circola attorno ma non facciamo mai scelte di “mercato”, anzi rifuggiamo titoli che riteniamo approssimativi per la loro unica natura di molto spendibili o molto vendibili. La nostra collana Asia, per esempio, è considerabile pioniera di tutto un bacino di generi e di gusto letterario, oggi in espansione, ma su cui per molto tempo non si è messo le mani. Anche la comunicazione segue questa linea; è necessario ovviamente
trovare spazi più generici che attirino anche il grande pubblico ma poniamo grande attenzione anche a piccole community di appassionati che sono poi il traino vero verso la buona riuscita di un titolo. In genere la comunicazione arriva sempre a supporto del processo editoriale e non viceversa. Prima si ragiona sul miglior libro possibile, poi della migliore comunicazione strategica per quel libro.

La casa editrice è composta da Francesca Mancini e Paolo Benini che sono gli editori. Francesca Mancini cura la direzione editoriale di add e Paolo Benini ha dato vita al progetto di Lucy Editore. Sandra Piana e Stefano Delprete sono gli editor della saggistica e Ilaria Peretti si occupa della collana Asia, accompagnati da Piernicola D’Ortona e Achim Noffke che lavorano insieme a loro alla curatela dei libri. Francesco Serasso al timone della direzione creativa e Marta Santomauro al rapporto con le librerie. Io mi occupo di ufficio stampa ed eventi insieme all’agenzia di comunicazione esterna che si occupa dei nostri social.
Ovviamente mi piace sempre ricordare che se i libri arrivano in libreria è anche grazie a chi quei libri non li lavora direttamente; figure commerciali, amministrative e di supporto al processo editoriale che sono importanti quanto chi sui libri ci lavora a contatto più stretto.
Comunicazioni Culturali
La vostra comunicazione quanto influenza l’atto di acquisto? Adottate strategie complementari per sostenere la distribuzione (alleanze, convenzioni, punti di vendita di proprietà, altro)?

Silvia Caramellino
È difficile cogliere fino in fondo quanto la comunicazione influenzi e impatti sulle vendite.
Ovviamente osserviamo delle oscillazioni anche molto rilevanti, penso ad esempio a passaggi di autori in trasmissioni televisive molto note. Sono passaggi che talvolta muovono davvero un gran numero di acquisti. Ma in generale è davvero molto complesso
produrre una statistica convincente.
Una buona quota degli atti d’acquisto provengono senza dubbio dall’online, non solo dalle nostre pagine social ovviamente, ma soprattutto dal nostro e-commerce da cui spesso lanciamo offerte mirate e pacchetti. Ovviamente poi, una grossa fetta delle vendite proviene dai grandi store ed e-commerce generalisti (Amazon, IBS, etc). add editore è distribuito in tutte le librerie e per noi resta ancora particolarmente importante creare una buona connessione tra l’editore e il punto vendita. Questo avviene con più semplicità con le librerie indipendenti perché sono meno numerosi gli intermediari; sembra pazzesco ma un libro oggi può essere ancora raccontato vis a vis a un libraio! Per questo per esempio investiamo in una figura interna che si occupa per noi proprio dei rapporti con le librerie.
Altre strategie complementari possono essere la partecipazione della casa editrice a grosse fiere e manifestazioni culturali (Salone del libro, Più Libri Più Liberi, Testo, etc).
A Torino abbiamo poi una libreria di proprietà, la libreria Bodoni.

Comunicazioni Culturali
Potete dichiarare di avere un pubblico e di conoscerlo? Come lo identificate e come comunicate con esso?
Silvia Caramellino
Come ufficio stampa vengo a contatto con moltissimi lettori, a volte ricevendo mail di complimenti per qualche pubblicazione, altre nel semplice scambio di messaggi sui social su qualche nuovo libro appena uscito, ma in generale le interazioni sono moltissime su ciò che pubblichiamo e su come lo facciamo. Questo mi piace molto; è bello capire chi ti legge, per chi stai lavorando. Può portare a degli adeguamenti, a delle prospettive che
non avevi considerato. A volte lavorando per mesi a un libro dimentichi che finirà tra le mani di qualcuno, sapere che poi ci è arrivato, ti ricorda di come questo mestiere non si esaurisca nella pubblicazione, è quando il libro esce che inizia la sua vera storia.
C’è poi il pubblico che incontri alle presentazioni dei libri; talvolta è stupefacente vedere come persone che non avevi considerato i possibili referenti di un libro, quelle a cui non immaginavi quel libro potesse parlare, ci siano e non aspettino altro di sentire parlare
l’autore. C’è infine un pubblico “fantasma” che sappiamo ha comprato ma che non conosciamo. Un po’ mi affascina non sapere chi siano.
Comunicazioni Culturali
Come valutate il sistema di propagazione culturale nazionale in relazione alla fruizione dei contenuti editoriali? Qual è il rapporto tra il libro e le altre forme espressive?
Silvia Caramellino
Forse vado in controtendenza ma da ufficio stampa sono soddisfatta della stampa culturale. Se ripensiamo ai 237 titoli che escono ogni giorno, capiamo bene che non sono intasate solo le filiere produttive e le librerie ma anche i giornali. Immaginate 237 uffici stampa che ogni giorno scrivono a un unico referente della stampa culturale di un giornale per proporgli la recensione di un libro o l’intervista a un autore. La paura motivata che ne scaturirebbe è quella che nei giornali, nelle radio o in TV, ci sia spazio solo per i grandi titoli, molto forti commercialmente o di grandi gruppi editoriali. Per la mia esperienza invece c’è grande attenzione da parte della stampa culturale anche per pubblicazioni meno accattivanti dal punto di vista del riscontro immediato del grande pubblico, persino per quelle che possiamo definire di “nicchia”. C’è forte cura per le realtà
editoriali indipendenti e per il loro lavoro. C’è la voglia di far conoscere anche titoli più difficili, ostici che però rendono un grande servizio culturale.
Un amico editore dice che il “libro sta bene con tutto” e ha ragione. È interconnesso con tutte le altre forme espressive: cinema, teatro, musica, danza. Talvolta è il punto di partenza, altre quello di arrivo ma è sempre il protagonista.

Comunicazioni Culturali
Come vede Silvia Caramellino il futuro della cultura e dell’editoria?
Silvia Caramellino
Il libro sopravviverà e l’editoria di conseguenza. Subirà altri contraccolpi e riassestamenti ma il libro non scomparirà. C’è una grande polemica di questi tempi attorno alle varie forme di intelligenza artificiale. È troppo banale ridurre tutto alla possibilità o meno che l’AI sappia o non sappia scrivere come un uomo. Per ora mi sento di dire che non lo sa fare. Potremmo piuttosto interrogarci però su quante delle informazioni, anche creative, anche letterarie, che le cediamo, possano contribuire un giorno a far diventare l’intelligenza artificiale un discreto scrittore. Bisognerà riflettere sulla proprietà intellettuale per esempio. Per ora l’AI è un ottimo alleato per superare uno snodo narrativo o il famoso blocco dello scrittore, ma per scrivere un libro deve ancora applicarsi un po’.
Comunicazioni Culturali
Qual è l’aspetto più bello della vostra casa editrice?
Silvia Caramellino
È la casa editrice, cioè fare libri.
Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.
Titolo: “Editoria consapevole”
Sezione: Quaderni di comunicazione
Autore: redazione di Comunicazioni Culturali
Ospite: Silvia Caramellino, ufficio stampa ed organizzazione eventi per “add” e “Lucy Editore”.
Codice: ICOMCOM2603111017MAN
Ultimi aggiornamenti: 11/03/2026, 12/03/2026.
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 11/03/2026
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte video e contenuti multimediali: –
Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema: https://addeditore.it


