Quaderni di comunicazione
Parole che restano
con Angelo Paratico
I Quaderni di Comunicazione nascono dall’esigenza di osservare l’editoria non come un settore omogeneo, ma come un insieme di realtà profondamente diverse tra loro, spesso lontane dai riflettori e tuttavia decisive per comprendere la cultura contemporanea. Questo percorso ci ha permesso di incontrare tipologie editoriali molto più varie di quanto il senso comune lasci immaginare, rivelando un panorama ricco, complesso e spesso invisibile.
Viviamo in un sistema che tende a valutare un soggetto economico solo attraverso parametri quantitativi: popolarità, fatturato, numero di dipendenti, volumi di vendita. È una prospettiva riduttiva, che confonde la finanza con l’economia, il ruolo con l’individuo, la ricchezza con il PIL. Un’impresa, invece, è prima di tutto una entità sociale, un organismo culturale, che produce significati, relazioni, visioni del mondo. Limitarsi a misurarla attraverso indicatori economici significa ignorarne la natura più profonda.
I Quaderni rappresentano la parte visibile di un protocollo di ricerca che mira proprio a superare questa miopia. Attraverso interviste, analisi e dialoghi, cerchiamo di cogliere l’idea di editoria e di comunicazione culturale nelle sue forme più rare, nelle sue scelte identitarie, nelle sue tensioni interne. Ogni incontro diventa così un tassello di una mappa più ampia, che non vuole descrivere il mercato, ma comprendere le logiche che lo attraversano.
In questo contesto si inserisce la conversazione con Gingko Edizioni, una realtà che interpreta l’editoria come scelta culturale prima che come attività economica, e che offre uno sguardo radicale sul ruolo della letteratura nel nostro tempo. L’intervista che segue, che vede nostro ospite Angelo Pratico, dal 2018 proprietario della casa editrice Gingko Edizion, non è solo un racconto di metodo editoriale, ma una riflessione sulla responsabilità di chi produce libri e sul valore della parola in un mondo che tende a semplificare tutto.
Fondata su una visione radicale e non negoziabile della qualità letteraria, Gingko Edizioni si distingue per una linea editoriale netta, selettiva e profondamente controcorrente. Non pubblica per compiacere, non stampa per vendere, non cerca autori “per hobby”. Ogni libro è il frutto di una scelta rigorosa, di una scommessa culturale, di un atto di fede nella parola scritta.
Gingko non crede nella letteratura come intrattenimento, ma come scossa, ferita, rivelazione. I suoi libri non devono accompagnare il lettore: devono incidere. Devono lasciare il segno, disturbare, intontire, far piangere, far pensare. Devono essere opere d’arte, non prodotti editoriali.
La casa editrice rifiuta le copertine barocche, le presentazioni autocelebrative, le immagini accattivanti. Crede che solo le parole contino, e che il lettore debba essere educato a sceglierle, non a farsi sedurre da un involucro.
In questa intervista, Angelo Paratico racconta con lucidità e disincanto la sua visione dell’editoria, il rapporto con l’intelligenza artificiale, il futuro della letteratura, e il senso profondo del mestiere di editore. Una voce fuori dal coro, che non cerca consolazione né consenso, ma verità.
Comunicazioni Culturali – Cos’è la cultura ed a cosa serve?
Angelo Paratico – La cultura serve a renderci più saggi e più potenti. Cleopatra, rimasta orfana di madre a 3 anni, con un padre come Tolomeo XII Aulete, interessato solo a bere e a suonare il flauto, passò la sua infanzia nella Biblioteca di Alessandria.
Elon Musk lesse l’Enciclopedia Britannica a 8 anni. Il CEO e fondatore di Anthropic, Dario Amodei, perse il padre a 4 anni. La madre era direttrice della Biblioteca di San Francisco e si portava dietro suo figlio.
Comunicazioni Culturali – Cos’è un libro e qual è il suo ruolo? Cos’è la lettura e perché si dovrebbe leggere?

Angelo Paratico – Il libro è una traccia del sapere passato, come i graffiti sulle caverne preistoriche che indicavano cerimonie di caccia. Si deve leggere perché non è stato ancora inventato un modo di impiantare un chip nel nostro cervello, che ci renda dotti senza fatica. Visito case di giovani amici, dove non si vede un libro, e mi chiedo se mi trovo sul pianeta sbagliato.
Comunicazioni Culturali – Cos’è un editore e qual è la sua funzione?
Angelo Paratico – Un editore è una figura in via di estinzione, donchisciottesca, confuciana. Proprio di ieri la notizia della chiusura di Hoepli.
Comunicazioni Culturali – Qual è la ragione d’essere della vostra casa editrice? Come è nata e cosa si prefigge?
Angelo Paratico – La Gingko edizioni era nata nel 2006 Bologna come editore di sinistra, è stata rifondata nel 2018 a Verona, per pubblicare e diffondere libri che altri editori non pubblicavano, ma che val la pena di pubblicare.

Comunicazioni Culturali – Come considerate il mercato? Elaborate strategie basate su dati che rilevino potenzialità e posizionamento?
Angelo Paratico – Oramai ci troviamo avviluppati dall’IA, si potranno aprire nuovi orizzonti se davvero, come è sperabile, verrà impedito l’accesso ai social per tutti coloro che hanno meno di 16 anni.
Comunicazioni Culturali – Chi sono i vostri lettori? Perché vi leggono e perché dovrebbero leggervi?
Angelo Paratico – Perlopiù anziani. I nostri lettori sono persone interessate a una narrativa economica e storica fuori dai binari tradizionali. Dovrebbero leggerci per pensare con la propria testa, ma pochi lo fanno.
Comunicazioni Culturali – Cosa significa per la vostra casa editrice “comunicare”? Cosa comunicate, come, con chi e perché?

Angelo Paratico – A noi interessa, soprattutto, vendere, perché senza vendite moriamo. In futuro ci avvarremo della IA per comunicare meglio e dunque vendere.
Comunicazioni Culturali – In che modo il mercato influenza la vostra comunicazione ed i contenuti?
Angelo Paratico – Sentiamo che esiste un’esigenza di una narrazione alternativa su qualche argomento e cerchiamo di fornirla.
Comunicazioni Culturali – Quanto incide la comunicazione sulle scelte editoriali? Ha ruolo strategico o tattico? Quante risorse vi dedicate?
Angelo Paratico – Per il momento incide poco, la nostra strategia attuale è “un uomo solo al comando che decide” ma stiamo stringendo un accordo con una società di AI per poter sopravvivere, dato che l’uomo al comando prende spesso delle cantonate…

Angelo Paratico è nato a Turbigo (MI) il 23 maggio 1955.
Per 35 anni è vissuto a Hong Kong ed è autore di vari libri, sia in inglese che in italiano.
Tra le numerose pubblicazioni:
- Gli Assassini del Karma, Biblioteca del Vascello, Roma, 2006
- Black Hole, Mursia, Milano, 2008
- Ben, Mursia, Milano, 2010
- Cinque Secoli di Italiani a Hong Kong e Macao, Brioschi, Milano, 2016.
Dal 2018 è proprietario della casa editrice Gingko Edizioni, fondata nel 2006 a Bologna.
Comunicazioni Culturali – Quanto incide la tecnologia sul mercato editoriale, sui contenuti e sul modo di comunicare?
Angelo Paratico – Per noi poco, ma ne stiamo pagando lo scotto e per questo ci stiamo attrezzando (IA).
Comunicazioni Culturali – La Vostra comunicazione quanto influenza l’atto di acquisto? Adottate strategie complementari per sostenere la distribuzione (alleanze, convenzioni, punti di vendita di proprietà, altro)?
Angelo Paratico – Siamo troppo piccoli per farlo ma dobbiamo svegliarci per sopravvivere.

Comunicazioni Culturali – Potete dichiarare di avere un pubblico e di conoscerlo? Come lo identificate e come comunicate con esso?
Angelo Paratico – Comunichiamo con i social e le presentazioni pubbliche in librerie e sale convegni, e cerchiamo di mantenere il nostro catalogo il più aperto possibile, con testi pro e contro.
Comunicazioni Culturali – Segmentazione, fidelizzazione e comunicazione: come considerate questo rapporto?
Angelo Paratico – Non facciamo nulla di tutto questo.
Comunicazioni Culturali – Come valutate il sistema di propagazione culturale nazionale in relazione alla fruizione dei contenuti editoriali? Qual è il rapporto tra il libro e le altre forme espressive?
Angelo Paratico – La parte del leone la fanno gli autori che appaiono in televisioni e che si rivolgono a persone anziane o di mezza età. Per i giovani è indispensabile passare attraverso influencer perché non guardano la TV.

Comunicazioni Culturali – Come vede, Angelo Paratico, il futuro della cultura e dell’editoria?
Angelo Paratico – Molto buio, siamo come dei dinosauri in attesa della cometa. L’IA sta rivoluzionando il mondo e molti posti di lavoro verranno perduti. Dobbiamo darci una scossa…Dietro l’angolo si vede un mondo in stile 1984, con la IA al posto del Grande Fratello.
Comunicazioni Culturali – Qual è l’aspetto più bello della Vostra casa editrice?
Angelo Paratico – Quando dici che hai una casa editrice persone anziane o di mezza età ti mostrano rispetto. Riceviamo tre o quattro elaborati da aspiranti scrittori ogni settimana e già dalla presentazione iniziale si può capire quanto siano preparati (di solito lo sono pochissimo). Questa speranza di poter scoprire un nuovo talento ci rende felici e ci fornisce il coraggio per continuare.
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Titolo: “Parole che restano”
Sezione: Quaderni di comunicazione
Autore: redazione di Comunicazioni Culturali
Ospite: Angelo Paratico, proprietario della casa editrice Gingko Edizioni.
Codice: ICOMCOM2603131229MAN
Ultimi aggiornamenti: 13/03/2026.
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 13/03/2026
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali
Fonte video e contenuti multimediali: –
Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema: https://www.gingkoedizioni.it


