Quaderni di comunicazione

Occhialispessi

con Pieralvise Santi Occhialispessi

Quaderni di Comunicazione, La sezione del nostro sito dedicata alle testimonianze delle modalità comunicative del mondo editoriale e culturale si arricchisce quotidianamente con nuovi incontri e, attraverso questi, con diverse prospettive e originali proposte, con cui poter traguardare gli aspetti della comunicazione culturale e non solo.

In questi ultimi anni stiamo assistendo all’ascesa della “graphic novel” e a un rilancio della letteratura a fumetti, che da qualche decennio sta incrementando tale tendenza.

Riteniamo che non sia solo una questione di estetica, di pigrizia, di poco tempo a disposizione per leggere, di capacità di concentrazione (forse), di predilezione delle emozioni rispetto ai sentimenti (altrettanto forse, anche per disimpegno), ma stiamo assistendo, comunque la si pensi, a un adattamento evolutivo del linguaggio e della comunicazione.

Se provassimo a tradurre questo fenomeno su un quadrante cartesiano, ponendo in ordinata la velocità di espressione e in ascissa la complessità della struttura linguistica, noteremmo che la curva odierna tende inesorabilmente ad abbassarsi. Ci troviamo di fronte a un bivio epocale, in cui l’esigenza dettata dai moderni mezzi di comunicazione e dalla compulsività del quotidiano esistere impone una scelta: la comunicazione deve farsi più semplice per poter essere più veloce.

Questa accelerazione, tuttavia, richiede un prezzo sistemico. Per viaggiare a ritmi così serrati, la lingua si vede costretta ad abbandonare le sue strutture più articolate e profonde, come il periodo ipotetico in tutte le sue sfumature, virando verso un’istintività immediata che penalizza la descrizione complessa dei sentimenti a favore della reazione emotiva istantanea. Da studi condotti sulle variabili di apprendimento linguistico, che hanno gettato le basi per la nostra “Teoria della Configurazione”, emerge chiaramente come questo impoverimento sintattico porti a una progressiva disattivazione di specifiche aree della corteccia prefrontale cerebrale; quelle stesse aree che, per esempio, si attivavano un tempo attraverso la ginnastica mentale del modo congiuntivo.

In questo scenario di apparente imbarbarimento, dove il rischio è quello di appiattire la comunicazione su un livello puramente segnaletico e privo di sfumature, l’universo della “graphic novel” e dell’albo illustrato non rappresenta affatto una scorciatoia per pigri. Al contrario, si configura come una geniale supplenza cognitiva: laddove la parola si contrae, per guadagnare velocità, il segno grafico interviene a colmare il vuoto, restituendo al linguaggio quella tridimensionalità, quell’umanità e quella profondità concettuale che la sola sintassi non riesce più a sostenere.

Praticamente è come se, a livello di una ipotetica “intelligentia super species”, fossimo indotti a non abbandonarci agli istinti, che sarebbero più facilmente veicolati da un sistema di comunicazioni che sta cercando un equilibrio dinamico tale da soddisfare la velocità più che “l’impatto”, attraverso la massa contenutistica definita dalla complessità strutturale. Ciò deputerebbe a favore del funzionamento dinamico dell’attività encefalica, ovvero della disposizione comportamentale neuronale per configurazioni e schemi, anziché una decodifica di archiviazione, magari a supporto, che sembra ormai essere superata dall’ultima letteratura.

Ricorrendo a un riferimento storiografico, ed in particolare al periodo vetero-egiziano, durante il quale per credenza la parola espressa generava l’intorno immanente, viene da chiedersi quale motore stia sostituendo tale capacità generativa. In questa prospettiva stiamo presentando i lavori di Pieralvise Santi Occhialispessi. Il nostro nuovo ospite, facendo interagire supporto e segno grafico, sembra tracciare il sentiero per ricostituire la “massa mancante” di una meta-espressione in piena, tumultuosa evoluzione. Una transizione che è forse la più drastica da secoli a questa parte: non più solo neurolinguistica, ma neuro-comunicativa, sospesa tra l’unità psicosomatica intra ed extra.



Comunicazioni Culturali
Chi è Pieralvise Santi? Perché “Occhialispessi”?

illustrazione tratta da: “Cambio!”
https://occhialispessi.it

Pieralvise Santi Occhialispessi
Salve a tutti, e grazie per avermi proposto questa intervista: mi chiamo Pieralvise Santi, e sono un “illustrautore” (“illustrauthor”), illustratore e autore di albi illustrati e fumetti senza parole (“silent books”).
Ho scelto il nome d’arte Occhialispessi perché l’occhiale rappresenta per me tre concetti: un simbolo del libro e della lettura, uno strumento per vedere la verità dietro le apparenze, e un filtro visivo sia chiuso che aperto.

Comunicazioni Culturali
Cos’è la cultura e qual è il suo ruolo?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Cultura e teoria aiutano un artista ad acquisire più consapevolezza su quanto sta facendo: a me è servito leggere la Fenomenologia dello Spirito di Hegel, la teoria dei segni di Charles Sanders Peirce e la specificità mediale di Rosalind Krauss.

Comunicazioni Culturali
Cos’è un libro e qual è il suo ruolo? Cosa sono le parole, per Pieralvise Santi?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Un libro per me è un medium strutturalmente sociale: la piega della doppia pagina è il punto d’incontro delle due facciate, e rappresenta insieme separazione (differenza) e unione (continuità) tra l’uno e il due, il sé e l’altro.
Le parole sono un linguaggio meno inclusivo dell’immagine: a causa del loro alto grado di codifica, possono non essere accessibili ai bambini o a persone di altri paesi, motivo per cui preferisco una scrittura di sole immagini.

illustrazione tratta da: “Cambio!”
https://occhialispessi.it

Comunicazioni Culturali
Cos’è l’arte? Cosa significa essere un artista? Si sente un artista? Come si definirebbe, ammesso che desideri definirsi in qualche modo?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Io sono un autore di libri per bambini, però guardo all’arte perché vorrei parlare a tutti: ai piccoli che non sanno ancora leggere, e agli adulti colti che conoscono i concetti propri dell’arte avanzata.

Comunicazioni Culturali
In cosa consiste la sua arte? Che relazione contrae la sua arte con i libri?

Pieralvise Santi Occhialispessi
La mia arte guarda molto al Modernismo, con la sua importanza attribuita alla specificità mediale: ovvero, realizzare rappresentazioni che richiamano il supporto e “vi assomigliano” (la definizione di icona in Peirce).
Il supporto nei miei libri è evocato dalla storia e spesso esso stesso me la suggerisce, in modo ricorsivo: elementi ricorrenti sono l’opposizione (doppia pagina), l’incontro (piega centrale) e il cambiamento (giro pagina). 

Comunicazioni Culturali
Quale relazione intercorre tra arte e cultura?

Pieralvise Santi Occhialispessi
L’arte materializza i contenuti teorici della cultura: l’idea di amore come “due che diventa uno”, da Platone a Erich Fromm, è rappresentata da M. C. Escher in “Vincolo d’unione”, dove due amanti sono formati da un’unica fascia continua.

Comunicazioni Culturali
Quale relazione intercorre tra arte e comunicazione?

illustrazione tratta da: “Tempostrada”
https://occhialispessi.it

Pieralvise Santi Occhialispessi
La comunicazione è indispensabile per stabilire un contatto con l’osservatore, mentre l’arte è accessibile solo con l’approfondimento ma apre alla riflessione: René Magritte è un esempio perfetto che ha saputo unire entrambe.

Comunicazioni Culturali
Esiste l’arte senza gli “altri”? Che rapporto intercorre tra l’artista e gli “altri”? Qual è l’aspetto migliore e quello peggiore nel rapporto tra l’artista e gli “altri”?

Pieralvise Santi Occhialispessi
L’arte solo per sé la vedo più come un passatempo, mentre per gli “altri” diventa linguaggio: come un ponte, che stabilisce un collegamento (elemento sintetico rappresentato nel libro dall’elemento fisico della doppia pagina).

Comunicazioni Culturali
Cos’è il mercato per un artista?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Il mercato è l’elemento materiale, l’arte quello spirituale: come nel caso di opere che includano la specificità (supporto-materia e rappresentazione-idea), i due aspetti possono coesistere e alimentarsi a vicenda.

Comunicazioni Culturali
In che modo il mercato influenza l’arte, la vita e l’opera di un artista?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Il mercato richiede all’artista compromessi, che non significa accontentare solo “gli altri”: per me vuol dire capire cosa può piacere al creativo e anche a un potenziale pubblico (trovare, di nuovo, un punto d’incontro).

Comunicazioni Culturali
Cosa significa comunicare l’arte? In particolare cosa significa comunicare la propria arte? Come vive il rapporto con il mondo dell’editoria?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Ritengo di avere uno stile ideativo e grafico personale, e proprio per questo forse non rientro nei parametri delle case editrici del panorama odierno: anche per questo ho inaugurato l’etichetta indipendente Occhialispessi.

Comunicazioni Culturali
Quanto incide la tecnologia sul fare arte e sul comunicarla?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Uso la tecnologia per i miei libri, dato che compongo i disegni a pastello con il PC: però, proprio per la specificità del libro a doppia pagina, il digitale e il web non sono la destinazione ultima delle mie opere, ma la stampa.

illustrazione tratta da: “Sette Linee”
https://occhialispessi.it

Comunicazioni Culturali
Cosa significa vendere l’arte? Come incide sull’artista l’atto e la relazione commerciale con gli “altri”?

Pieralvise Santi Occhialispessi
La locuzione “relazione commerciale” mi piace molto: la vendita di arte in effetti è uno scambio tra materia e spirito, lo stabilirsi di un ponte tra l’autore e il suo interlocutore, una cosa positiva (oltre che necessaria).

Comunicazioni Culturali
La comunicazione quanto influenza il rapporto con gli “altri” e con il mercato? Adotta strategie e mezzi particolari, per sostenere la sua riconoscibilità nei confronti del mercato e le vendite?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Ho cercato di rendere il progetto Occhialispessi un brand altamente riconoscibile, curando ogni dettaglio, dallo stile di disegno, al logo, agli oggetti d’arredo: così, diventa più chiaro anche il messaggio della comunicazione.

Comunicazioni Culturali
Cosa significa e cosa si prova ad essere “valutati” dal mercato?

Pieralvise Santi Occhialispessi
La valutazione è l’espressione in termini numerici (e materiali) di un prodotto artistico-spirituale: a me interessano più i contenuti, solo comprendendo la portata innovativa di un’opera è possibile motivarne il valore.

Comunicazioni Culturali
Può dichiarare di avere un suo pubblico e di conoscerlo? Come lo identifica e come interagisce con esso? Sovente la sua produzione creativa si indirizza all’infanzia: secondo noi può essere considerata da ogni fascia di età. Cosa ne pensa?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Bambini, genitori, educatori: questo è il pubblico che più apprezza le mie opere, che vorrei indirizzate a tutti, senza parole, temi per adulti o bandiere politiche, impiegando la voce universale delle immagini e dei simboli.

illustrazione tratta da: “Mirano Theft Auto”
https://occhialispessi.it

Comunicazioni Culturali
Potrebbe descriverci il suo atto creativo ed il processo di lettura delle sue opere?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Parto sempre dalla storia, per poi confrontarmi con il supporto fisico del libro a doppia pagina e rafforzare la narrazione attraverso il colore: il bianco e nero è silenzioso, direi che nei miei libri le “parole” sono proprio i colori.

Comunicazioni Culturali
Come vive il rapporto con le altre forme espressive?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Guardo al Modernismo, ma vorrei realizzare solo “arte tascabile” (Suzy Lee), alla portata di tutti: l’albo illustrato è un medium popolare, ha dimensioni e costi contenuti, e un andamento dialettico, duplice e processuale.

Comunicazioni Culturali
Il sistema educativo-scolastico nazionale favorisce le professioni artistiche? Come ha accolto la sua produzione e le sue proposte editoriali? Come valuta il sistema di propagazione culturale nazionale? Cosa accade all’estero a tal proposito?

Pieralvise Santi Occhialispessi
La scuola ricerca continuamente nuove proposte per i bambini, ed è un’ottima occasione di incontro tra autore e pubblico: entrambi crescono molto nella condivisione, c’è una conoscenza e riconoscenza reciproca.

illustrazione tratta da: “Petali”
https://occhialispessi.it

In Italia cerco di farmi conoscere partecipando a fiere ed eventi, quali il Bookpride e il Salone del Libro: vorrei cercare di aprirmi anche al mercato estero, sfruttando il fatto che i “silent book” non hanno bisogno di traduzioni.

Comunicazioni Culturali
Come vede Pieralvise Santi,”Occhialispessi” il futuro della cultura, dell’arte e della comunicazione?

Pieralvise Santi Occhialispessi
Il futuro dell’arte e della cultura sarà e deve essere sempre più inclusivo, nel tentativo di realizzare prodotti davvero per “tutt*”: questo potrà essere realizzato solo attraverso una comunicazione limpida e universale.

Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.

Titolo: Occhialispessi
Sezione: Quaderni di comunicazione
Autore:  redazione di Comunicazioni Culturali
Ospite: Pieralvise Santi Occhialispessi

Codice: ICOMCOM2607021141MAN
Ultimi aggiornamenti: 02/07/2026.
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 02/07/2026.

Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali o come diversamente descritto nelle didascalie
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali o come diversamente descritto nelle didascalie.
Fonte video e contenuti multimediali:

Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema: https://www.occhialispessi.it/

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