Quaderni di comunicazione
Come profumo sottile
con Luciana Montali
Il percorso di ricerca dei Quaderni di Comunicazione prosegue. Abbiamo iniziato rivolgendoci agli editori, per poi cercare di interessare coloro che fanno arti visive e, magari, sono attivi anche nella produzione letteraria, come nel caso della nostra prima pittrice, Alessandra Nunziante.
Ora è la volta degli autori “puri”, quelli che, per esprimersi, non possono che utilizzare altro che le proprie parole esposte per iscritto, affidate alla carta e a tutta quella filiera, sempre meno lunga, purtroppo, dell’editoria.
Comunicazioni Culturali si interessa di ricerca scientifica nell’abito della comunicazione culturale, ovvero si occupa del rapporto tra chi genera cultura, chi ne fruisce e gli ecosistemi culturali, che si originano da tale rapporto. Purtroppo stiamo registrando, ormai da quasi quarant’anni, l’intensificarsi del mantra delle lamentele congenite di un settore, quello della cultura in generale, che sconta il prezzo di una abissale ignoranza.
Siamo fermi al mito del “vile meccanico”, a cui sono appartenuti Leonardo e Galileo, per citare solo alcuni, a cui siamo particolarmente affezionati. Chi scrive, chi edita, chi dipinge, chi recita o chi suona e canta, vivono, sovente e sempre di più, avulsi dal resto nella loro torre di avorio. Non solo tendono a considerare se stessi come unici fenomeni di un particolare atto creativo, ma giudicano tutto ciò che non conoscono come categoria inferiore rispetto alla propria attività, salvo correre in farmacia o dal medico per un minimo disturbo: allora “i vili meccanici” sono addirittura sopportabili.
Aspetti quali comunicazione, organizzazione, mercato, economia, suonano a molti di questi (non tutti per fortuna, ma sono veramente una rarità, tali illuminati), come aspetti estranei alla loro arte, vivendo tali dimensioni in modo quasi fobico, ignorando che tutti, dagli oranghi ai sassolini, siamo condannati ad una interessenza fra tutte le entità dell’universo maggiore di quanto possiamo immaginare.
Il considerare gli altri ed il mercato solo come una platea osannante o un bancomat per permettere a pochi eletti (che per loro sfortuna ora sono bolge incalcolabili) di ergersi sugli inferiori a spese degli stessi, pur non sapendone spiegare il motivo, contraddistingue i mestieranti della cultura e delle arti in particolare.
È sufficiente camminare per gli stand di un salone dedicato a qualsiasi attività artistica o vivere eventi culturali di massa, per rendersi conto di quanta ignoranza regni ancora sovrana in certi settori, che continuano ad alimentare lamentele e tristi esistenze di frustrati bohémien, che oltre all’utile per copia, alla vendita delle opere, che è sempre una ingiusta svendita, o alla fisiologica mancanza di fondi (costituiti dal lavoro e dalle imposte degli “altri”) per andare in scena, non sono in grado di esprimere nulla in relazione a ciò che li circonda, se non la volontà di imporre la loro prospettiva.
Un caso emblematico. Una casa editrice, che, invitata a rilasciare una intervista, si interessa solo di chi l’abbia preceduta, ignorando ogni altra ragione: ricerca scientifica, condivisione, momento di mutua crescita professionale. Per entità di tale specie, comunicare, o meglio il rapporto con gli altri, significa esclusivamente “vendere” carta. Non vi è neppure più la passione e l’umiltà di capire e condividere, con onestà critica e, soprattutto, intelligenza, il proprio ruolo nella collettività. Finalizzare la cultura al risultato economico, oltre ad essere una stupida confusione tra causa ed effetto, significa eleggere il denaro a senso di fare cultura, ovvero ergere a cultura la nefasta abitudine di giudicare tutto dal prezzo, dall’accumulo e non dal valore.
Per questo motivo cerchiamo con cura chi intervistare ed avviciniamo sia realtà conosciute e strutturate che persone e situazioni di impresa, appena nate o espressioni di quelle categorie di “romantici sognatori”, a cui anche noi siamo fieri di appartenere.

Luciana Montali, 77 anni, è laureata in lettere classiche ed è un’insegnante di italiano e latino in pensione, per quanto, come sostiene l’autrice, chi ha insegnato per una vita, in pensione davvero non sarà mai.
Ha scritto “Come un profumo sottile” perché la catena di persone che ci hanno consegnato alla vita, le loro vicende e il loro modo di reagire a esse, le loro scelte e il prezzo pagato per alcune, il procedere attraverso il tempo nonostante difficoltà e inciampi, la strabiliante capacità, per alcune, di “scrivere dritto su righe storte”, non devono essere dimenticate.
Nessuna delle donne della sua famiglia aveva le parole per dirlo, e allora è toccato a lei usare le parole che possiede, non solo per tenere in vita loro, ma per trasmettere anche ad altri, seppure in tempi e circostanze diverse, la loro ricchezza e la loro interiorità, come si sparge al vento un soffione di tarassaco, perché porti avanti la sua vita. Senza certezze, né il tempo per attendere i risultati. Ma, a volte, sempre con le parole della scrittrice, “il grano cresce anche quando il contadino dorme”.
Della stessa autrice:
“2 per 2” – Antologia in due volumi destinata al biennio delle scuole superiori.
“Come un profumo sottile” – Il Convivio Editore.
Una silloge poetica di prossima pubblicazione, vincitrice del Premio Isolario.
Testi scolastici (scritti in collaborazione con Antonio Bertolotti e Ottavio Saviano per la Casa Editrice Minerva):
– “La prima prova scritta dell’esame di Stato”
– “I testi e il metodo” – Antologia in quattro volumi per il biennio delle scuole superiori.
Non dimentichiamo, però, che coloro che ragionano solo in termini di vantaggio economico e di edonismo sociale ad oltranza, sono in forte crescita, trascinando con sé e disseminando ovunque scarsa urbanità, relazioni tossiche e, purtroppo e sovente, amplificando il rischio di “impresa” anche per la stessa collettività.
Apriamo, malgrado tutto, questo nostro ulteriore appuntamento alla scoperta delle relazioni tra cultura e comunicazione con una nuova ospite, la prima del segmento dedicato agli autori letterari: Luciana Montali. Chi si presenta raccontando che “il grano cresce anche quando il contadino dorme”, ha molto da raccontare circa il ruolo esistenziale di ognuno di noi.
Comunicazioni Culturali
Chi è Luciana Montali?
Luciana Montali
Sono laureata in lettere classiche, un’ex insegnante, con una profonda passione per la meraviglia della comunicazione. Ho vissuto per tanti anni la gioia di trasmettere la bellezza e riuscire a contagiare con le emozioni. Ho pubblicato per Minerva Italica, insieme ad Antonio Bertolotti e Ottavio Saviano, due antologie per il biennio delle scuole superiori e un testo per la preparazione alla prima prova scritta dell’esame di Stato. Inoltre, una silloge poetica dal titolo “Albero di sale e terra” con Isolario Edizioni e il romanzo “Come un profumo sottile” con Il Convivio Editore.
Comunicazioni Culturali
Cos’è la cultura e qual è il suo ruolo?
Luciana Montali
Mi trova perfettamente d’accordo Salvemini “La cultura è ciò che resta in noi dopo che abbiamo dimenticato tutto ciò che avevamo imparato”. È un’attitudine ad accogliere, metabolizzare e rendere vivo ciò che viene proposto attraverso ogni forma d’arte. La cultura è un pentagramma vergine senza il quale le note non avrebbero significato.
Comunicazioni Culturali
Cos’è la parola? Cos’è la letteratura? Cos’è un libro e qual è la sua funzione?
Luciana Montali
Io non sono né una musicista né capace di comunicare con mezzi visivi. La parola è il mio pennello, il tramite per raggiungere e rendere vivo ciò che si intende comunicare. Quando la parola si fa immagine ed emozione, racconta e riesce a far immergere il lettore in una realtà altra, diventa letteratura, patrimonio di esperienza per chiunque se ne avvicini.
Un libro è un mondo da esplorare, una ricchezza a cui attingere. Nei miei settantasette anni non c’è mai stata una volta in cui entrare in una libreria o in una biblioteca non mi abbia dato una profonda emozione, quasi un’ansia dalla necessità di scegliere e un sottile dispiacere all’idea di “dover” scegliere tra tante possibilità.

Comunicazioni Culturali
Cosa significa essere un’autrice? Perché si scrive? Perché e quando si diventa scrittrice? Come avviene il suo atto creativo?
Luciana Montali
Essere un’autrice è uno spudorato atto d’amore verso la comunicazione.
Diverso è lo scrivere poesia o scrivere narrativa. La prima è mettere su carta l’erompere incoercibile di pensieri ed emozioni, un’urgenza che non si può arrestare, in una forma evocativa che prescinde dalla logica per arrivare diretta.
La poesia non è spiegabile, ma raggiunge un contatto emotivo che può realizzarsi o no a seconda della sintonia tra poeta e lettore.
Altro è scrivere narrativa. Scrivere un racconto o un romanzo nasce sempre da un desiderio di comunicare, ma la modalità espressiva richiede una riflessione sulla lingua, con il pensiero rivolto anche al target che si pensa di raggiungere. L’elaborazione dello scritto richiede una frequente revisione che accerti la possibilità di arrivare ad esprimere gli eventi o le emozioni narrate in modo corretto e fruibile.
Per il mio romanzo “Come un profumo sottile”, la necessità era quella di portare alla luce le vicende, intense e travagliate, di quattro generazioni di donne, dando visibilità e peso emotivo alle loro scelte. Narrare era un modo di tenerle vive.

Comunicazioni Culturali
Quale relazione intercorre tra letteratura e cultura?
Luciana Montali
La cultura è il substrato su cui germoglia la letteratura, anche quando alla parola cultura diamo un significato più ampio, non soltanto di conoscenza acquisibile in ambito scolastico, ma di apprendimento delle modalità di vita del mondo nel quale agiamo.
Comunicazioni Culturali
Quale relazione intercorre tra letteratura e comunicazione?
Luciana Montali
La letteratura è comunicazione o non è.
Comunicazioni Culturali
Esiste l’arte senza gli “altri”? Che rapporto intercorre tra un’autrice e gli “altri”, i lettori in primis nel suo caso? Qual è l’aspetto migliore e quello peggiore nel rapporto tra l’autrice e gli “altri”?

Luciana Montali
Se condividiamo il concetto che la letteratura, o l’arte nelle sue molteplici espressioni, sia una forma di comunicazione, è impossibile prescindere dal rapporto con “l’altro” a cui è destinata. Nel mio caso, per il romanzo, i primi destinatari, a cui l’opera è dedicata, sono i miei figli che solo attraverso quella narrazione avrebbero avuto la possibilità di conoscere e comprendere chi li aveva preceduti. Poi, con la pubblicazione, la platea dei destinatari si è ampliata e diversificata, tanto che non è stato più possibile prevedere l’esito del processo comunicativo. Per quello parlavo di “spudorato atto d’amore verso la comunicazione”. Scrivere è anche un mettersi a nudo, senza sapere se quello che tu esprimi sarà recepito in modo corretto. Ci vuole coraggio.
Comunicazioni Culturali
Cos’è il mercato? In che modo il mercato influenza l’arte, la vita e l’opera di un’autrice?
Luciana Montali
Il mercato è una realtà essenziale per diffondere la propria opera ma, nel mio caso, pur avendo operato attivamente per promuovere e diffondere i miei libri, nella loro stesura non mi sono mai sentita influenzata dal desiderio di essere aderente agli ipotetici gusti del pubblico.
Comunicazioni Culturali
Cosa significa comunicare l’arte? In particolare cosa significa comunicare la propria arte?

Luciana Montali
Comunicare la propria arte significa far vivere il messaggio che essa veicola. Il contenuto e la modalità espressiva sono intimamente congiunti. L’uno non si reggerebbe senza l’altra, perché l’arte rappresenta, per dirlo con una metafora, gli occhiali indispensabili a vedere una realtà che altrimenti sfuggirebbe.
Comunicazioni Culturali
Quanto incide la tecnologia sul fare arte e sul comunicarla?
Luciana Montali
La tecnologia non incide in modo essenziale ma decisamente agevola e velocizza la stesura, la revisione e la trasmissione dell’opera.
Comunicazioni Culturali
Che rapporto intercorre tra un’autrice ed il proprio editore? Cosa significa vendere l’arte? Come incide sull’autrice l’atto e la relazione commerciale con gli “altri”?
Luciana Montali
La mia esperienza con il mondo editoriale è stata molto varia. I testi destinati a uso scolastico sono stati seguiti con cura da editor e rappresentanti della casa editrice, con rapporti frequenti in tutte le fasi della produzione.
Il romanzo, invece, essendo stato vincitore del primo premio al concorso internazionale Il Convivio, è stato pubblicato senza alcun intervento, a parte la scelta della copertina, e purtroppo non ho avuto nessun aiuto relativo alla promozione e alla diffusione. Diverso atteggiamento è stato quello dell’editore di Isolario che si è prodigato e reso disponibile in molti modi.
Il romanzo, in parte autobiografico, è una saga familiare che prende avvio dall’inizio del 1900 in un piccolo paese del Veneto e arriva ai giorni nostri, a Milano, attraverso le due guerre mondiali e gli sconvolgimenti dolorosi che esse producono, non soltanto nei combattenti, ma soprattutto in coloro che rimangono ad attenderli e si barcamenano in mille difficoltà.
I personaggi principali sono femminili, sono donne forti, come Angela, la bisnonna dell’autrice, la cui tenace storia d’amore dà l’avvio al racconto di una vita piena, ma difficile, a partire dal ripudio della famiglia d’origine per la caparbia scelta di amare un uomo diverso da quello scelto dal padre. Madre di nove figli, si troverà a dover provvedere da sola ai primi cinque durante la Grande Guerra, povera, ma determinata a fare del suo meglio per i figli e capace sempre di gesti di generosità anche verso estranei.
La figlia maggiore, Rita, caparbia e battagliera, dovrà piegarsi alla necessità di affiancare la madre nella cura dei fratelli, rinunciando a proseguire gli studi amati. Si ribellerà cercando una via d’uscita in un matrimonio precoce e nell’attività di sarta, che le permetterà di affermarsi e cercare spazi lontano dall’ambiente ristretto del paese.
La forza e la tenacia di Angela e Rita sembrano esaurirsi nella generazione successiva. Delle due figlie, una, Tina, madre della Montali, vivacissima e difficile da bambina e adolescente, bella e dal temperamento affascinante, svilupperà col tempo una patologia bipolare che la porterà a esiti tragici. Laura, la sorella minore, quieta e remissiva, per quanto incapace di portare a termine grandi scelte, sarà per tutta la vita all’ombra di Tina, aiutandola e supportandola nei momenti depressivi della sua malattia. Nel periodo della Seconda guerra mondiale, si inserisce, tra le due sorelle, un complicato rapporto causato dall’amore di entrambe verso gli stessi uomini, uno dei quali sarà il padre della scrittrice e l’altro, dato per disperso, quando era ancora fidanzato con Tina, e tornato dalla prigionia nel 1946, sarà il marito di Laura.
Nella parte più autobiografica è descritta la famiglia dell’autrice, colma d’amore, ma segnata dai picchi d’umore altalenanti della mamma, che la vedevano esuberante e allegra nei momenti “up”, depressa fino ai tentativi di suicidio nei momenti “down”. Poi la infanzia di Luciana Montali, resa felice dall’essere la destinataria dell’affetto, oltre che dei miei genitori, dei nonni e degli zii, che, senza figli, vedevano in lei non solo la nipote, ma la figlia della persona che avevano amato. L’adolescenza passa con qualche scossone, come un amore finito male, un difficile rapporto con la scuola nel periodo a ridosso del ’68, fino all’incontro con l’uomo che ama da cinquantasette anni e l’arrivo dei tre figli, ai quali indirizza le lettere che chiudono il libro.
Titolo: Come un profumo sottile
Autrice: Luciana Montali
Editore: Il Convivio Editore
Anno edizione: 2026
Pagine: 160 p., brossura
ISBN: 978-88-3274-8895
Comunicazioni Culturali
La comunicazione quanto influenza il rapporto con gli “altri” e con il mercato? Adotta strategie e mezzi particolari, per sostenere la sua riconoscibilità nei confronti del mercato e le vendite?
Luciana Montali
Da quando a gennaio 2026 è uscito “Come un profumo sottile”, ho avuto diverse occasioni, promosse da persone che l’avevano letto e apprezzato, per promuoverne la conoscenza e l’acquisto. In ogni circostanza, la mia presenza, il racconto della genesi dell’opera e la lettura di brani della stessa, hanno creato un rapporto intenso, anche se limitato al momento. C’è stata una reale comunicazione, a volte anche emotivamente coinvolgente, con molte delle persone intervenute. Per me è stato profondamente emozionante sentire la partecipazione di chi mi ascoltava leggere. Forse per la mia formazione e l’attività svolta per gran parte della vita ho sempre dato grande valore all’impatto che la voce, partecipe, di chi legge sa provocare nell’ascoltatore. Le parole volano, arrivano e suscitano il desiderio di continuare e approfondire.
Comunicazioni Culturali
Cosa significa e cosa si prova ad essere “valutati” dal mercato? Come pensava gli “altri”, il “mercato”, se li pensava, durante la stesura del suo ultimo lavoro? Può dichiarare di avere un suo pubblico e di conoscerlo? Come lo identifica e come interagisce con esso?
Luciana Montali
Sicuramente importante è la valutazione del mercato, anche se preferisco riferirmi a un pubblico, mentre il risvolto economico mi pare di scarsa rilevanza.

Non ho mai pensato a rincorrere il gusto del pubblico, fiduciosa che fosse possibile trovare il mio, quello giusto che fosse in grado di apprezzare e condividere le emozioni e i contenuti del libro. Molti mi hanno contattato per esprimermi quanto fossero stati toccati da ciò che avevano letto e per me è stato come se le donne della mia famiglia fossero ancora vive, al mio fianco.
Comunicazioni Culturali
Come valuta il sistema di propagazione culturale nazionale?
Luciana Montali
Il sistema di propagazione culturale nazionale viene purtroppo disperso nel mare magno dell’intrattenimento privo di valore. Ci sono senz’altro occasioni culturali di pregio, da ricercare come merce preziosa, ma sono in proporzione minuscola rispetto al resto. Ho ancora memoria dei venerdì di prosa che portavano nelle case di tutti Pirandello o Dostoevskij, quando ancora la televisione aveva soltanto due canali. Ci vorrebbe ancora l’obolo che veniva corrisposto nell’antica Grecia a chi non poteva permettersi di pagare l’ingresso a teatro. La cultura non è vista come un bene primario, quale in verità dovrebbe essere. A quanto mi dicono le ex colleghe ancora nel mondo della scuola, attualmente si privilegia l’acquisizione di contenuti immediatamente spendibili nel mondo del lavoro a danno della formazione culturale.

Comunicazioni Culturali
Come vede Luciana Montali il futuro della cultura, dell’arte e della comunicazione?
Luciana Montali
Per quanto ci siano persone di valore che si sforzano di operare in direzione ostinatamente contraria, ho l’impressione che nelle alte sfere ci sia più un tentativo di dissolvere la cultura anziché sostenerla e promuoverla. A quanto ne so, l’editoria soffre e la comunicazione spesso è ridotta in stile telegrafico. Per fortuna ci sono micro-attività, come le biblioteche di quartiere, o addirittura le neonate biblioteche di caseggiato che promuovono la lettura. Tra le persone che conosco sono attivi da anni gruppi di lettura che offrono occasioni di riflessione e scambio di opinioni sui libri prescelti che il passa parola promuove e suggerisce. Ritrovarsi in una dozzina o più a commentare e discutere ciò che si è letto provoca una gioia a cui non si vuol rinunciare.
Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.
Titolo: Come profumo sottile
Sezione: Quaderni di comunicazione
Autore: redazione di Comunicazioni Culturali
Ospite: Luciana Montali
Codice: ICOMCOM2606111002MAN
Ultimi aggiornamenti: 11/06/2026.
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 11/06/2026.
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali o come diversamente descritto nelle didascalie
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – Comunicazioni Culturali o come diversamente descritto nelle didascalie.
Fonte video e contenuti multimediali: –
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